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giovedì, maggio 29, 2008
Se Roisin Murphy dovesse passare da queste parti e leggere il titolo del mio post, penso perdonerebbe il prestito che mi sono permessa di fare, ma qui, sulle pendici del Grappa, l'attesa si sta facendo spasmodica e il tempo è (quasi) giunto. Dopo mesi di attenta preparazione (quando ho saputo la data x, ero ancora incinta, ma ho subito avvertito l'ing), il 30 maggio uscirà nelle sale 'Sex and the City - the Movie', non solo l'ideale proseguimento dell'omonimo serial televisivo, ma anche l'effettivo ritorno della sottoscritta al mondo reale (di questo parleremo più avanti).
Nei commenti a questo post, lui mi aveva chiesto un giudizio sulla mise sfoggiata da Sarah Jessica Parker alla première del film tenutasi a Londra; io, allora, mi ero astenuta dal commentare, sapendo che avrei presto scritto sull'argomento. Ora il tempo è giunto, quindi vediamo di analizzare quanto indossato dall'attrice alle prime del film, tenutesi a Londra, a Berlino e a New York.



Lasciandosi ispirare dal look del personaggio che interpreta nella finzione, SJ ha scelto un abito firmato Alexander McQueen per calcare il tappeto rosso alla première di Londra. L'abito, pur non essendo particolarmente degno di nota, è piacevole esteticamente: realizzato in tulle verde tenue, ha il punto-vita ben segnato e gonna ampia, sostenuta da crinolina; il corpino è modellato a bustier grazie ad un sapiente gioco di plissè e ha una deliziosa scollatura a cuore. Quello che ha attirato l'attenzione della stampa è stato però il cappellino di Philip Treacy, scelto per rendere particolare l'insieme. Ritengo sia stata intelligente e - se vogliamo - 'furba' la decisione di sfoggiare un accessorio eccentrico e tipicamente british, tanto più se creato appositamente per l'occasione. Il modista ha dichiarato di aver modellato il cappellino aggiungendo fiori, farfalle e piume (di pavone, tacchino, pollo e anatra), partendo dalla scelta dell'abito.



Ammetto di essere rimasta perplessa di fronte ad un cappello così particolare, ma tutto sommato direi che la decisione è stata quella giusta: SJ stava molto bene nell'insieme (io avrei optato per colori più decisi), perfettamente in linea con le aspettative di tutte le fashioniste. Anche sulla scelta delle scarpe avrei qualcosa da ridire (queste peep-toe bianche e nere paiono fuori contesto), mentre è perfetta la clutch bag rigida - sempre opera di McQueen - chiusa da un piccolo teschio in metallo dorato, tocco goth in una mise da vera reginetta del ballo.
Completamente diverso il look sfoggiato alla prima tenutasi a Berlino. L'attrice ha posato sul tappeto rosa indossando un abito-bustier di Atelier Versace, un piccolo capolavoro di sartoria in tulle rosa cipria fittamente plissettato. Per quanto bello e prezioso l'abito, però, ritengo che il risultato finale sia troppo sotto tono: sarà la scelta del colore (sta bene a pochissime, ed evidentemente SJP non è tra queste), sarà la linea molto aderente, fatto sta che l'insieme è sì elegante ma forse un po' troppo algido.



Anche a livello di accessori non c'è molto da dire: belli i bracciali rigidi ai polsi, così come la borsina ricoperta di strass, bellissime le decollète in coccodrillo rosa cipria con applicazioni di specchietti, sobria la pettinatura raccolta, insomma, tutto in linea con l'abito ma non entusiasmante.



La première di New York era ovviamente la più attesa, vista l'importanza che la metropoli statunitense ricopre nell'economia del telefilm e del film stesso. Per l'occasione, l'attrice ha voluto fare le cose in grande, indossando uno dei capi più fotografati della stagione p/e 2008, l'abito da gran sera [1] di Nina Ricci disegnato da Oliver Theyskens [2].



Trovo incantevole non solo la linea del vestito - corpino aderente con scollatura a cuore, vita segnata, ampia gonna con piccolo strascico - ma soprattutto la sua costruzione. La gonna, specialmente, è così particolare - plissettata, realizzata in uno splendido tessuto iridescente - da sembrare la coda di una sirena. La mancanza di una crinolina, inoltre, rende l'abito più fluido ed 'acquatico'. Vogliamo ora parlare delle scarpe? Sono consapevole del fatto che non c'entrino nulla con l'abito (a voler essere pedanti, io ci avrei visto bene queste o queste), eppure, ironia della sorte, finiscono per essere perfette. D'altronde, nel film l'attrice sfoggia molte calzature di questo tipo (stivaletti o sandali peep-toe), tutte firmate Christian Dior, quindi avrà voluto mantenere parte del look avuto nel film.



Tutta da approfondire poi la scelta dei gioielli, pezzi unici vintage di Fred Leighton: due bracciali rigidi ai polsi e tre collane al collo, una a forma di serpente, un semplice giro di diamanti e una con perle ed elementi decorativi a punta. Azzeccata infine la scelta di tenere i capelli sciolti e naturalmente ricci, la pettinatura che più si addice all'attrice, che vediamo nell'immagine in alto a fianco del marito Matthew Broderick.
Tornando brevemente al discorso iniziale, se tutto va bene sabato pomeriggio anche la sottoscritta (come centinaia di altre donne in giro per il mondo) porterà le sue stanche membra di neomamma stressata al cinema per prendere visione del film in questione (sarà una delusione haute couture, come ha detto ironicamente lui, ma pazienza), ma soprattutto coglierà l'occasione per prendersi una tregua dal rapporto meravigliosamente simbiotico che si è stabilito tra lei e Cavalla Pazza (aka Bianca nei momenti di nervosismo). Ragionando fuori dalla logica della maternità/martirio, sono sicura che allontanarsi, anche fisicamente, per qualche ora da casa e dalla mia adorata piccoletta non potrà che farmi bene...e poi raccontarle del film sarà uno spasso!

[1] Colpo di scena! Il giorno dopo la première, SJP ha scoperto che l'abito era stato indossato qualche giorno prima da Lauren Santo Domingo al 'Costume Institute Gala'. Fossi stata in lei, mi sarei precipitata a Parigi e avrei preso per i capelli Theyskens, il quale le aveva assicurato che l'abito non era stato indossato da nessun'altra celebrità.
[2] Penso ci siano delle motivazioni assolutamente non casuali alla base di questa scelta. E' noto come Theyskens sia un protetto di Anna Wintour (presente alla première), il quale ha spesso disegnato capi appositamente per Bee Schaffer, figlia della Wintour. Vista l'importanza dell'evento, non mi stupirei se la scelta dell'abito fosse stata fatta anche sulla base di criteri economici/di marketing.
Postato da: superqueen alle 01:15| | p.link

lunedì, maggio 19, 2008
Quest'anno, per tutta una serie di motivazioni, avevo ormai deciso di far passare la 61a edizione del Festival di Cannes sotto silenzio in questo blog, ma le immagini che rimbalzavano dal tappeto rosso steso di fronte al 'Palais des Festivals et des Congrès' erano troppo succulente per non commentarle, quindi ecco il consueto reportage di quanto visto sulla Croisette. Ricordo che il Festival è ancora in corso, di conseguenza il post si concluderà il 25 maggio; come di consueto, posterò per prime le immagini più recenti, andando poi a ritroso, in modo che possiate vedere subito gli aggiornamenti.



La più bella della giornata conclusiva del Festival è stata sicuramente Milla Jovovich la quale, dopo aver sperimentato look non sempre riusciti nei giorni precedenti, finalmente è comparsa sul red carpet in gran spolvero, indossando un abito in satin azzurro molto scenografico, con corpino impreziosito da fasce impunturate e la gonna mossa da pieghe e drappeggi. Splendidi il collier e i gioielli con diamanti scelti a completare l'insieme, come opportuna è stata la scelta di un make-up sobrio e una pettinatura raccolta. La Jovovich è una bellissima donna, ma ritengo non si valorizzi a sufficienza quando abbonda col trucco e lascia i capelli sciolti e senza forma (per non parlare del terribile frangettone).



Il 24 maggio tutti gli occhi si sono puntati sulla première di 'Palermo Shooting', ultima fatica di Wim Wenders, film girato in parte in Italia. Il regista tedesco è giunto sul tappeto rosso con i protagonisti della sua pellicola, ovvero Campino (oltre ad essere attore, è pure cantante dei 'Die Toten Hosen'), Dennis Hopper, Milla Jovovich e Giovanna Mezzogiorno. Fa una certa impressione vedere le due attrici l'una accanto all'altra, vista la differenza abissale che le contraddistingue. La Jovovich, oltre ad essere modella, è cantante e stilista, quindi è abituata a giocare con la propria immagine e ad osare look eccentrici come quello sfoggiato alla première (abito di Armani Privè ed interessante head piece). La Mezzogiorno, invece, è una brava attrice (senz'altro la mia preferita tra le italiane), ma ha un'immagine decisamente più demure rispetto a quella rock della Jovovich: ha quindi optato per un serioso abitino nero, senza maniche, con profilature dorate sul corpino, accessoriato con peep-toe nere e una clutch bag dorata. Non sono riuscita a trovare un suo primo piano, ma sono sicura abbia scelto un make-up intenso, concentrato sugli occhi.



Il 22 maggio l'attenzione della stampa e dei media ha abbandonato per un attimo i film in concorso, concentrandosi su uno degli eventi mondani più attesi, ovvero il galà dell'Amfar, fondazione che si occupa di raccogliere fondi da devolvere alla ricerca sull'Aids. Celebrità di ogni ordine e grado sono intervenute alla serata, sfoggiando mise quanto mai diverse tra loro. Certamente eccentrica quella scelta dall'attrice Svetlana Metkina, sempre pronta a correre rischi sul red carpet: ha indossato un miniabito multicolore di Balmain, accessoriandolo con stivaletti peep-toe alla caviglia e con un importante bracciale a forma di lucertola. Sono sicura che questo look non raccoglierà consensi, eppure lo trovo interessante e grintoso, diverso da quanto visto finora.



All'evento ha partecipato anche Natalie Portman, la quale ha - speriamo momentaneamente - abbandonato gli abiti Lanvin, per indossare un vestito di Givenchy che pare una scultura postmoderna: sorretto da un'unica spallina, ha il corpino mosso da piccole alette applicate in verticale e la gonna asimmetrica splendidamente formata da volant cuciti l'uno sopra l'altro. L'effetto finale è di leggerezza ma strutturata. Trovo deliziosi i sandali a listini scelti a completare l'insieme, mentre trovo troppo blandi gli orecchini e il make-up.



Diane Krueger, madrina del Festival nell'edizione 2007, pare abbia eletto lo stile anni '20 a suo preferito e non possiamo darle torto, visto che le dona particolarmente. Sembra un costume d'epoca l'abito grigio chiaro indossato al galà Amfar: con scollatura ampia e spalline larghe, è realizzato in chiffon ricamato tono su tono e si apre sul fondo, impreziosito da una balza in pizzo ricamato. Bellissima la pettinatura raccolta ad onde e il make-up, leggero ma quanto basta evidente per sottolineare la grazia dell'attrice.



Il galà, presieduto come di consueto da Sharon Stone (di leopardo vestita, che noia!), era sponsorizzato, tra gli altri, dalla 'Weinstein Company', importante casa di produzione statunitense. Ormai si sa che dove c'è Harvey Weinstein, c'è la fidanzata Georgina Chapman, designer del marchio 'Marchesa'. Non poteva che appartenere ad una propria collezione l'abito indossato all'evento, uno strepitoso capo da gran sera, con gonna gonfia di crinolina, impreziosita da un'applicazione di pizzo dorato. I capelli sono stati opportunamente raccolti, mentre ai piedi la Chapman ha infilato un paio di sandali t-strap di Louboutin.



Il 21 maggio è stato presentato un lungometraggio dedicato all'avventurosa vita di Ernesto 'Che' Guevara, diviso in due parti ('Guerrilla' e 'The Argentine'), entrambe dirette da Steven Soderbergh. Natalie Portman, in qualità di giurata, ha assistito alla première, vestita per l'ennesima volta con un abito Lanvin. Alber Elbaz, designer della maison francese, deve essere fiero di aver trovato nella Portman una sostenitrice così fervida; senza nulla togliere ai capi indossati nei giorni passati, ritengo che questo miniabito rosso, tutto un volant, doni moltissimo all'attrice e sia perfetto per l'occasione. Essendo l'abito già importante, gli accessori scelti sono giustamente semplici, una clutch bag in satin nero e un paio di peep-toe ai piedi, senza dimenticare il tocco prezioso degli orecchini pendenti con diamanti.



Anche Carine Roitfeld, l'affascinante direttrice di 'Vogue France', ha partecipato alla première del film di Soderbergh e anche lei ha scelto di indossare un capo Lanvin, sempre tratto dall'ormai iconica collezione p/e 2008. Nel suo caso, si tratta di un abito in seta fittamente plissettato, con scollatura all'americana, che si apre sul fondo con piccolo strascico e profilo di ruches (proprio come l'abito scelto da Kristin Scott Thomas);la vita è segnata da un'alta cintura con dettagli in metallo dorato. Solo una clutch bag e sandali gli accessori che completano l'insieme, già perfetto così senza l'aggiunta di troppi abbellimenti.



Il 19 maggio è tornata sul tappeto rosso di un festival internazionale un'attrice molto famosa negli anni '90, grazie alla bella interpretazione data nell'ottimo (e premiatissimo) 'Il Paziente Inglese' di Anthony Minghella, ovvero Kristin Scott Thomas. L'attrice, presente alla prima di 'Le Silence de Lorna', ha una bellezza molto british e un'eleganza innata, che ha sottolineato indossando un abito color blu carico firmato Lanvin. Realizzato in seta, è completamente plissettato, è tagliato asimmetricamente sul fondo ed è orlato da un volant; trovo molto scenografico il modo in cui si allunga con piccolo strascico/mantello. Gli accessori scelti sono stati sandali a listini di Lanvin, una pochette nera e orecchini pendenti in diamanti e zaffiri.



Un'altra attrice famosissima negli anni '90, Gwyneth Paltrow, è recentemente tornata alla ribalta: dopo aver da poco concluso la promozione di 'Iron Man' ed aver sfoggiato un look molto aggressivo e sexy, torna ad uno stile più sobrio ma non per questo meno suggestivo. E' giunta a Cannes a fianco di Valentino, con il quale ha partecipato alla première di 'Two Lovers', di cui lei stessa è protagonista, indossando un abito in satin blu di Chanel (appartenente alla collezione Resort 2009, presentata qualche giorno fa a Miami). Particolare la fila di fiocchi in raso nero che movimentano la scollatura; la mise è completata da decollète con fibbia in strass e clutch bag rigida di Roger Vivier, a cui si aggiungono bellissimi orecchini pendenti in oro, diamanti e topazi.



Subito dopo la première, la Paltrow si è cambiata d'abito per partecipare ad uno degli eventi mondani più attesi, ovvero il 'Chopard Trophy'. La mise scelta per l'occasione consisteva in un abito Lanvin bianco con unica spallina e riccamente drappeggiato, una versione glam della classica toga; l'attrice ha ulteriormente sottolineato il mood greco-romano indossando un paio di gladiator sandals con tacco a spillo. Gli altri accessori sono stati orecchini a cerchio e gioielli di diamanti e una clutch bag con dettagli dorati. Molto naturale e solare sia il make-up che la semplice acconciatura.



Tra tante mise semplici finora viste, Dita Von Teese, anche lei presente al medesimo evento, ha aggiunto un opportuno tocco di fascino Old Hollywood. La showgirl ha scelto di indossare un capo di Christian Dior Couture, che sembra disegnato per lei: realizzato in satin bianco, ha la vita ben segnata, ricca gonna tagliata asimmetricamente, corpino drappeggiato e scollatura a cuore. Trovo eccessiva la decorazione a fiori neri applicati, ma Dita non sembra crucciarsene. Con un collier del genere al collo, d'altronde, anche io mi sentirei più tollerante nei confronti di un vestito non del tutto perfetto.



Non so come i fan della saga di Indiana Jones abbiano accolto la presenza di Cate Blanchett nel cast di 'Indiana Jones e il regno del Teschio di Cristallo', presentato il 18 maggio al Festival, fatto sta che la presenza dell'attrice australiana alla première è stata senz'altro apprezzata dal pubblico e dai giornalisti. Artista di razza, sprezzante delle regole - anche stilistiche, ha spesso compiuto scelte azzardate sul tappeto rosso, mantenendo però una classe e un'eleganza davvero rare. Particolarmente azzeccata la scelta di indossare un abito grigio antracite di Armani Privè, con corpino fittamente plissettato a fasce e gonna che si apre sul fondo come la corolla di un fiore esotico. Non trovo che la collana a boules in diamanti e zaffiri sia l'accessorio giusto per completare la mise (un collier di diamanti sarebbe stato perfetto), ma non possiamo pretendere troppo dalla già perfetta Cate.



Alla prima del film di Spielberg è intervenuta anche Salma Hayek, neomamma di Valentina Paloma Pinault. Spiego subito il motivo per cui ho deciso di inserirla nel novero delle più belle della serata: il vestito scelto non è assolutamente degno di nota, anzi, io lo trovo pure bruttino, per non parlare di quella pochette marrone e verde [2], terrificante, eppure l'acconciatura (sembra che le trecce siano tornate di moda), il make-up e i gioielli (specie gli orecchini in diamanti e smeraldi) indossati dall'attrice mi hanno così conquistata da perdonarle la caduta di stile dell'abito.



Il 17 maggio il pubblico di Cannes ha potuto assistere alla prima proiezione di 'Vicky Cristina Barcelona', ultima fatica di Woody Allen, girata in Spagna. Tra le protagoniste c'è Penelope Cruz, la quale, in assenza di Scarlett Johannson, è stata la vera stella della serata. La Cruz è una classica bellezza mediterranea, quindi indossare il candido abito-peplo di Marchesa è stato quanto mai opportuno. Molto suggestivo il modo in cui le due bretelle ricamate attraversano la scollatura sulla schiena, mentre fanno sognare gli oltre 60 carati di diamanti sfoggiati dall'attrice (anello, bracciale e orecchini sono firmati Chopard).



In Costa Azzurra è sbarcata anche Mischa Barton [1], impegnata nella promozione del film 'You and I' di Roland Joffè (non voglio dare giudizi affrettati, ma un film che prende avvio da un concerto delle Ta.Tu. ho come la sensazione non sia un capolavoro, ma tant'è). Oltre agli impegni professionali, la Barton sta partecipando a diversi eventi mondani, come il party organizzato da Alberta Ferretti e Chopard al Crystal Beach, al quale è intervenuta indossando un maxi-abito splendidamente stampato a fiori di Roberto Cavalli; come accessori l'attrice ha scelto una pochette nera di Fendi e un head piece in metallo, per un look da vera hippie di lusso.



Il 15 maggio è stato presentato 'Kung Fu Panda', film di animazione della Dreamworks a cui hanno partecipato, come doppiatori, Jack Black, Dustin Hoffman e Angelina Jolie, tutti e tre presenti a Cannes. La Jolie, giunta alla première al fianco di Brad Pitt, sta per diventare mamma di due gemelle: ha messo in risalto il pancione indossando un abito plissettato di Max Azria Atelier e sfoggiando bracciali di Bulgari. Confrontando queste foto con quelle scattate al festival dello scorso anno, la Jolie sembra davvero un'altra persona, a dimostrazione di come lo stato di gravidanza le doni particolarmente.



La serata inaugurale del Festival ha visto la proiezione del film 'Blindness', atteso e controverso film girato da Fernando Meirelles, tratto da un romanzo di José Saramago. Ero sicura che la protagonista del film, Julianne Moore, avrebbe fatto parlare di se per una mise eccentrica ed elegante, invece si è presentata con un abito di Christian Lacroix Haute Couture, un trionfo di piume nere e gialle che mi ha davvero delusa. La scena, per quel che mi riguarda, è stata completamente rubata da Cate Blanchett, vera e propria regina del red carpet, che ha incantato i fotografi indossando uno splendido capo di Armani Privè, realizzato in organza rosa cipria. La Blanchett ha accessoriato l'abito, già importante, con un bracciale a catena in oro e orecchini pendenti con diamanti, semplicemente perfetta.

[1] La Barton non sarà una grande attrice, ma è l'unica delle giovani star di Hollywood che sta girando un film dopo l'altro e comparendo in svariati servizi su giornali di moda. Lindsay Lohan, partita col botto, si è persa per strada e anche Rachel Bilson, che con lei ha girato 'The O.C.', pare non se la stia passando molto bene a livello professionale.
[2] Trattasi di una 'Lune Clutch' di Balenciaga, una delle borse più brutte mai prodotte dalla mia maison del cuore.
Postato da: superqueen alle 01:26| | p.link

mercoledì, maggio 14, 2008
Sul serial televisivo di maggiore successo degli ultimi anni [1] tutto si può dire ma non che non abbia influenzato in maniera a tratti inspiegabile diversi aspetti della cultura contemporanea. Tutto è partito da un romanzo piuttosto insipido, per diventare un fenomeno di portata mondiale, imponendo non solo stili e tendenze (checchè se ne dica, quante donne avrebbero conosciuto le scarpe di Manolo Blahnik senza 'Sex and the City'?), ma anche un certo modo di approcciarsi alla vita, alle relazioni, al sesso e alla dimensione metropolitana. Ora che le quattro protagoniste sono tornate insieme per presentare il film tratto dal serial (ieri si è tenuta la premiere mondiale a Londra), man mano che ci si avvicina al lancio ufficiale del film, si moltiplicano le occasioni in cui è possibile ritrovare i personaggi a cui tanti telespettatori si sono affezionati. Occasione quanto mai ghiotta è lo splendido servizio fotografico di Annie Leibovitz [2] apparso sulle pagine di 'Vogue US' (numero di giugno 2008), una sorta di racconto per immagini che vede Carrie Bradshaw e Mr Big (ovvero Sarah Jessica Parker e Chris Noth) a spasso per New York in luna di miele [3].



Sono appena tornati in città da un viaggio oltreoceano o stanno semplicemente cambiando residenza dopo il matrimonio? I protagonisti della storia d'amore centrale del telefilm tornano sulle strade di New York per iniziare un percorso attraverso alcuni luoghi-culto. Al di là dello strepitoso set di valigie Louis Vuitton che il povero Mr Big si è caricato addosso, non si può non rimanere colpiti dall'eleganza - sempre un po' sopra le righe - di Carrie Bradshaw. Un classico tailleur Chanel in lana bouclè, portato con un cappello di Lanvin e decollète bicolori Balenciaga, è quello che ci vuole per l'occasione.



Diversi episodi del serial sono ambientati nel mondo dell'arte e delle gallerie (il personaggio di Charlotte York Goldenblatt, interpretato da Kristin Davis, lavora in quest'ambito), quindi non è un caso che due immagini si svolgano nel museo più famoso della città, ovvero il Metropolitan Museum of Art. L'immagine qua sopra è stata scattata in una galleria che ospita opere dell'arte greco-romana. Carrie è appoggiata ad una colonna e Mr Big la bacia cingendole la vita. L'abito di tulle e pizzo che indossa, opera di Alexander McQueen, può essere considerato arte al pari delle statue e dei reperti archeologici che la circondano.



Lo scatto qui sopra, sempre ambientato al Metropolitan Museum, ha come sfondo una galleria in cui sono esposti dipinti di artisti europei del diciannovesimo secolo. Modernissimo l'abito indossato da Carrie (di Narciso Rodriguez), con la schiena attraversata da fasce, e completamente diversa l'atmosfera rispetto a quella dell'immagine precedente. I due personaggi, pur distanti l'uno dall'altra, si scambiano uno sguardo intenso e la tensione erotica diventa palpabile. Non vedere il volto di Carrie, ma intuirne lo sguardo e poter ammirare solo la sua schiena, aumenta la suggestione.



L'hotel Plaza è da sempre un simbolo di New York: qui si è svolto il celeberrimo 'Black and White Ball' voluto da Truman Capote nel 1966, qui sono ambientate le avventure di Eloise e qui la stessa SJP ha festeggiato il proprio quarantesimo compleanno [4]. Non è un caso, quindi, che due immagini siano state scattate nelle stanze lussuose dell'albergo in questione. Quella qui sopra colpisce per la divertita intimità dei due personaggi, stesi su un divano di velluto; lo strascico di chiffon ombrè dell'abito di Nina Ricci richiama il modo in cui cadono i lunghi capelli di Carrie. Quella sotto invece è un chiarissimo omaggio ad una famosa foto di Helmut Newton. In quel caso, la nudità della modella contrastava con l'essere vestito dell'uomo che la riprendeva, la sua chioma bionda pettinata all'indietro era richiamata dalla sciarpa candida indossata da lui, ma qui la simbologia si perde, per ovvie motivazioni (ho come la sensazione che Anna Wintour non avrebbe apprezzato un'immagine in cui si sentisse forte lo spirito voyeuristico). Nonostante ciò, degni di nota sono l'abito color melanzana firmato Marchesa e le decollète Louboutin dalle inconfondibili suole rosse, indossati da Carrie.



Altro luogo-simbolo di New York è il teatro dell'opera, il Metropolitan, legato a suo modo a 'Sex and the City': al suo interno, infatti, si svolge una scena di questo episodio, mentre al suo esterno Carrie sfoggia il bellissimo completo di Oscar de la Renta regalatole da Aleksandr Petrovsky, nel corso di un episodio della sesta serie. L'immagine, scattata dall'alto, è composta in maniera complessa: il rosso del tappeto e il bianco della scalinata contrastano mirabilmente e la presenza di Carrie e Mr Big, stesi a terra, non fa che aumentare la teatralità dell'insieme. Qui Carrie indossa un abito in chiffon laminato di Versace.



Il sottile confine tra finzione e realtà si abbatte definitivamente nell'immagine qui sotto, in cui Carrie e Mr Big tornano ad essere SJP e Chris Noth, nel momento in cui vengono accolti da una folla di paparazzi e fotografi in cima alla scalinata di Central Park. Trovo che questa sia l'immagine più significativa dell'intero servizio, perchè restituisce ai suoi protagonisti l'idea della quotidianità a cui appartengono; la Leibovitz è stata particolarmente abile, in quanto ha colto alla perfezione ed in maniera istantanea un momento di vita vissuta. Qui l'attrice indossa un abito di Dolce & Gabbana.



Romanticismo a piene mani, infine, per l'ultima immagine, scattata nella terrazza panoramica del Rockefeller Center, da cui si gode una vista mozzafiato della città. I due personaggi sono ritratti mentre si baciano appassionatamente, come fossero in un film d'altri tempi. Il look della stessa protagonista ricorda il passato (lo chignon basso, i lunghi guanti di pelle), ma l'abito a righe di Lanvin e di nuovo la suola rossa delle decollète Louboutin ne tradiscono la contemporaneità. Certamente si tratta di uno scatto attentamente pianificato, ma non trovate anche voi delizioso il dettaglio della scarpa che quasi scivola via dal piede? Un dettaglio di apparente imperfezione che rende l'immagine del tutto perfetta.



[1] I tentativi di bissare il successo ottenuto da 'Sex and the City', ovvero 'Lipstick Jungle', tratto da un altro romanzo di Candace Bushnell, e 'Cashmere Mafia' non hanno avuto i risultati sperati.
[2] Non è la prima volta che la Leibovitz ripropone in un servizio fotografico i personaggi e le atmosfere di un film, come è avvenuto ad esempio per 'Marie Antoinette' di Sofia Coppola.
[3] Nonostante l'assoluto riserbo che copre la trama del film, sappiamo che è in parte incentrata sul matrimonio (vero o presunto non si sa) tra i due amanti.
[4] I lettori più attenti ricorderanno che di fronte al Plaza si svolge una delle scene più famose del serial, in cui viene citata l'intensa fine di un altro film. Nello stesso albergo, inoltre, è ambientato un servizio fotografico apparso sulle pagine di 'Vogue US' (numero di settembre 2005), avente come protagonista SJP e realizzato dalla Leibovitz.
Postato da: superqueen alle 01:25| | p.link

lunedì, maggio 12, 2008
Per ogni cosa c'è una prima volta e stanotte è arrivato il momento di dare a questo post il titolo più lungo mai apparso nella storia del presente blog. Il titolo è costruito attorno ai due poli di 'stanchezza' e 'sorriso', lungo i quali si sta svolgendo la mia vita ultimamente. La stanchezza ha superato il livello di guardia, ossia esiste ma io non la sento più, tanto che sono tornata ai ritmi che tenevo ai tempi dell'università (a letto tardissimo, mai prima dell'una, e sveglia attorno alle otto di mattina). Sono sempre stata amante delle lunghe dormite, ma ora stare sveglia fino a tardi è l'unico modo che ho per fare quello che durante il giorno mi è difficile concludere, ovvero leggere, stirare, scrivere e fare cruciverba, tutte attività estremamente rilassanti e consolatorie. Avere per casa una frugoletta (oddio, qui si è arrivati oltre i 4,5 chili, quindi tanto piccoletta ormai non è) è totalizzante, sotto tutti i punti di vista, sia in senso positivo che in senso negativo: lei occupa tutto il tempo diurno (tra poppate, giochi, passeggiate, cambi di pannolini e via dicendo), ma almeno una parte della notte voglio tenerla per me. Confrontarsi con la maternità e con alcuni concetti ad essa legati non è semplice ed è forse questa una delle maggiori difficoltà che sto incontrando; il senso di colpa, assurdo e infondato, viene fuori in relazione a praticamente ogni aspetto della vita quotidiana, e tutto perchè siamo cresciute con l'idea della maternità = martirio. La pupa non tira 170 grammi di latte a poppata? Ecco, è colpa mia, adesso mi andrà via il latte e le dovrò dare quello artificiale (io stessa sono cresciuta col latte artificiale e non ho avuto traumi di alcun tipo, figurarsi). Spendo soldi in cosmetici ed altre amenità vanesie? Vergogna, dovrei solo pensare a questioni più concrete e alla bambina. Sto alzata fino a notte fonda? Male, dovrei andare a letto prima per riposare ed essere in perfetta forma durante il giorno. Insomma, non mi dilungo oltre, altrimenti mi faccio venire l'angoscia da sola, ma questi sono solo esempi di come lavora la mia testa in questo periodo. Ah, e non mi si venga a dire che si tratta di stupidaggini, perchè lo so benissimo, ma il senso di inadeguatezza, di non essere mai sufficientemente presenti, di non fare il massimo, mi sta dando qualche grattacapo.



Le giornate passano velocemente: tra due giorni Bianca compirà due mesi, io mi troverò con le meches irrimediabilmente bianche ('grazie' all'allattamento non mi sono potuta precipitare dalla parrucchiera dopo aver partorito, per un quanto mai urgente intervento di colorazione), la maglietta sempre bagnata di latte (ho qualche difficoltà a gestire la produzione, a volte troppo, a volte troppo poco) e spesso un diavolo per capello (ahhh, come mi viene spontaneo prendermela con chiunque mi capiti a tiro, a volte, magari perchè non sono riuscita a fare quello che mi ero proposta), eppure tutto, e sottolineo tutto, passa in secondo piano, anzi, non esiste se penso a quello che lei mi sta dando. Sembra un'apoteosi di melassa, forse lo è, ma ricevere uno di quei sorrisoni a bocca spalancata è attualmente uno dei principali obiettivi della mia esistenza, e tanto mi basta per mandare il resto (la troppa rigidità che ho nei miei confronti e la sindrome da wonder woman in primis) abbondantemente al diavolo, senso di colpa permettendo.
Postato da: superqueen alle 01:21| | p.link

martedì, maggio 06, 2008

Come anticipato, dopo tanto attendere è giunta l’inaugurazione di ‘Superheroes: Fashion and Fantasy’ al ‘Costume Institute’ di New York, che ha portato sul tappeto rosso celebrità da tutto il mondo della moda e dello spettacolo. La serata aveva come tema l’universo dei supereroi in relazione al loro impatto sulla cultura e sulla stessa moda, quindi ci si aspettava che gli ospiti avrebbero voluto rendere omaggio, ciascuno a suo modo, al tema in questione. Ebbene, le aspettative non sono state deluse, tanto che per la prima volta la sottoscritta ha avuto qualche difficoltà a scegliere le mise migliori o maggiormente eccentriche (dato che in un’occasione del genere pressoché tutto era permesso).
Una delle più belle della serata, a mio parere, è stata Amber Valletta, che ha calcato il red carpet indossando uno strepitoso abito rosa cipria di Atelier Versace. Realizzato in seta cangiante e completamente aperto sulla schiena, era reso particolarissimo dalle maniche a sbuffo simili a due ali, in contrasto con la parte anteriore semplicissima. La modella ha completato il suo look con un’opportuna acconciatura raccolta, gioielli in argento di David Jurman e una clutch bag ricoperta da paillettes.

La stessa tonalità di rosa è stata scelta da Beyoncè, la quale ha indossato un abito di Giorgio Armani che le stava magnificamente. Messi da parte gli eccessi kitsch con i quali a volte ha stupito, la cantante appariva regale nel suo abito aderente e con linea a sirena, mosso sul davanti da una lunga ruche plissettata. Da Mille e una Notte i gioielli sfoggiati, in particolare gli orecchini pendenti con smeraldi tagliati a goccia.

Hilary Duff non è una habituè dei red carpet mondani, eppure ha fatto il suo debutto presso l’elite modaiola indossando un bell’abito firmato Elie Saab, completamente ricamato con paillettes, perline e specchietti, rendendola davvero una visione sbrilluccicante. La cantante ed attrice ha voluto ulteriormente amplificare l’effetto specchio, completando la mise con una clutch bag argentata, gioielli in diamanti (a mio parere gli orecchini sono troppo grandi e stonano con il resto) e addirittura smalto argento sulle unghie.

Anche Eva Longoria non è tra coloro che partecipano di frequente ad eventi così importanti, eppure anche lei ha colpito piacevolmente per l’abito indossato. Si tratta di un capo Marchesa, realizzato in seta viola scuro, reso particolarmente scenografico da un insieme di ruches plissettate e sormontate.

Dita Von Teese, invece, è una veterana dei red carpet più esclusivi. Potendo vantare uno stile originale e personalissimo, ha deciso di non prendere inutili rischi, rimanendo quindi fedele alle sue stiliste preferite, ovvero Keren Craig e Georgina Chapman, il duo che si cela dietro il marchio Marchesa. L’abito indossato per l’occasione è un tripudio di ricami in jais su seta bianca, a cui si aggiungono piume su piume candide applicate sulla gonna.

 
Colei che più di ogni altra ha incarnato lo spirito della serata è stata Ivanka Trump, giunta al gala al fianco dello stilista Gilles Mendel, il quale ha realizzato per lei l’abito che vediamo qui sopra. Non si tratta di niente di trascendentale (chiffon candido plissettato), ma trovo delizioso il modo in cui l’ereditiera newyorchese l’ha completato indossando una collana con diamanti a mò di diadema, al pari di una principessa da romanzo fantasy.

Sembra uscire da un fumetto di supereroi la coppia formata da Zac Posen e Kate Mara, che hanno entrambi scelto abiti in colori sgargianti. Lo stilista, in completo di raso color blu elettrico, ha disegnato l’abito giallo indossato dalla Mara, un tripudio di volant con scollatura a cuore e un’unica spallina. Bellissime e preziose le decorazioni a forma di stella che impreziosiscono la pettinatura raccolta dell’attrice.

Si è fatta influenzare dal tema della serata anche Thandie Newton, attrice britannica nota per le sue scelte stilistiche sempre originali ed eleganti. L’abito scelto per l’occasione avrebbe potuto trasformarla in un disastro ambulante, eppure è riuscita a renderlo chic e divertente: pizzo nero a gò-gò per il miniabito-bustier di Chanel Haute Couture, indossato con un soprabito-mantello (d’altronde, si parlava di supereroi!) e bellissime scarpe stringate.

Concludiamo la carrellata con le due muse di Nicolas Ghesquière, designer di Balenciaga, ovvero Jennifer Connelly e Charlotte Gainsbourg. Entrambe hanno sfoggiato total look Balenciaga, mantenendo inalterati gli stili e le attitudini personali. Sembra la protagonista di un film di Hitchcock, elegantissima ed altera, la Connelly, splendida nell’abito bianco e nero con scollatura a ‘v’ e spacco laterale, impreziosito da gioielli ispirati a pezzi disegnati da Cristobal Balenciaga e da un paio di decollète bicolori con tacco a stiletto e punta affusolata.

Eccentrica come sempre, invece, la Gainsbourg, che vediamo qui ritratta addirittura senza scarpe (tiene in mano i sandali a listini in pelle lucida indossati durante la serata). Ogni sua comparsa sul tappeto rosso dà adito a critiche spesso feroci, eppure trovo disarmante ed invidiabile la sicurezza con cui indossa abiti effettivamente ostici, come quello indossato al gala tenutosi ieri, dipinto a mano, la parte anteriore simile ad una corazza, realizzato in un materiale all’apparenza plastico. Anche per lei gioielli luccicanti, a cui si aggiunge una semplice clutch bag nera.

Non potevano mancare le ‘strane coppie’: Venus Williams, in Carolina Herrera, protetta dall’ampio mantello scarlatto di Andrè Leon Talley, Joy Bryant (bellissimo il suo abito Pucci) e Matthew Williamson, l’allegra brigata formata da Guinevere Van Seenus, la giornalista Cecilia Dean e le sorelle Mulleavy, tutte vestite Rodarte (gruppo a metà tra le streghe di Eastwick e apparizioni eteree), Karen Elson e Jack White, Tilda Swinton e Justin Bond (inquietanti perché truccati allo stesso modo e con le stesse scarpe ai piedi), le sorelle Olsen (si attendono commenti sulle loro mise, a metà tra il comico e il tragico) che ‘placcano’ Christian Louboutin.

I lettori più attenti avranno notato come finora non mi sia sbilanciata su colei che ha indossato il vero ed unico showstopper della serata. Ebbene, ho tenuto la sorpresa per la fine del post, ma non potevo esimermi dall’eleggere Lisa Airan come la meglio vestita della serata.

Abbigliata in un abito bianco e azzurro firmato Rodarte, a mio giudizio era una vera e propria visione, supereroina moderna vestita di tulle e con un bellissimo paio di Louboutin ai piedi.

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lunedì, maggio 05, 2008
Strano come a volte cambino le ossessioni o semplicemente le piccole manie di ciascuno di noi. Avessi avuto questo blog qualche anno fa, non si sarebbe parlato così di sovente di borse, bensì di scarpe, perchè quella era, allora, la mia mania, quelli erano i miei oggetti del desiderio. Molta acqua è passata sotto i ponti da quando mi inerpicavo baldanzosa su tacchi svettanti: attualmente ho un vero e proprio rifiuto per scarpe che non siano rasoterra, eppure non nego che ammirare un bel paio di scarpe è un piacere a cui non ho ancora rinunciato.
La passione per le borse Balenciaga [1], per chi legge questo blog con costanza, è cosa risaputa, ma sulle scarpe prodotte dalla maison francese mi sono soffermata se non in maniera incidentale. Dando però un'occhiata alle calzature che più ricorrono ai piedi delle celebrities, mi sono accorta che i modelli Balenciaga sono tra i più ricorrenti, nonostante le forme e i dettagli a volte decisamente eccentrici. Vediamone insieme qualcuno.



Il nome di Lindsay Lohan, su queste pagine, è sempre stato sinonimo di borse e di accessori da favola. Bei tempi andati, quelli in cui la giovane attrice dettava legge con le sue scelte stilistiche sempre originali. E' evidente come ora, tra rehab e disoccupazione, il ruolo della Lohan si sia decisamente ridimensionato (è altresì evidente come non sia più sotto l'ala protettrice di Rachel Zoe), ma viviamo di ricordi e ammiriamo le decollète con cinturino alla caviglia che sfoggiava qualche anno fa. Lo stesso modello (tratto dalla collezione a/i 2006/2007), caratterizzato da alto platform anteriore, è stato indossato da Ashley Olsen, che riguardo alle scarpe Balenciaga ha più di una cosa da dire.



Appartiene al passato anche quest'altra immagine della Lohan: chiome bionde e sguardo fintamente truce, la nostra camminava su un paio di gladiator sandals, uno dei modelli più famosi, lanciato durante la stagione p/e 2005.



E' recente invece quest'altra immagine, che vede la Lohan indossare un altro paio di gladiator sandals. Stavolta niente tacco, perchè il modello in questione è rasoterra, impreziosito da tutta una serie di borchie di diverse dimensioni, che ricordano il giant hardware delle borse lanciate qualche tempo fa. Gli stessi sandali (appartenenti alla collezione p/e 2007) sono stati indossati da Nicole Richie, Kylie Minogue, Heidi Klum e Kimberly Stewart, il che dimostra come siano velocemente diventati it shoes.



Tornando alla collezione a/i 2006/2007, un altro modello che ha avuto successo è stato quello che vediamo qui sopra: stivali che arrivano appena sotto il ginocchio, resi particolari da zeppa frontale e piccolo tacco sagomato. Sia Ashley Olsen che Nicole Richie sono state avvistate con addosso un paio.



Nicole Richie è forse la celebrity che più di ogni altra ama incondizionatamente gli accessori Balenciaga: non contenta di possedere più di dodici borse (per le quali ha speso un piccolo capitale), ultimamente pare abbia sviluppato una dipendenza nei confronti delle scarpe. Qui sopra la vediamo indossare un paio di stivaletti aperti davanti e sul tallone, stringati e sagomati da una mascherina traforata, mentre nell'immagine sotto indossa altri stivaletti, completamente chiusi e con tacco a spillo a specchio. Entrambi i modelli appartengono alla collezione p/e 2008.



Finora abbiamo parlato solo di Ashley Olsen, ma la sorella Mary-Kate non è certo da meno per quanto riguarda la passione per le scarpe (e le borse) Balenciaga: nella foto qui sotto indossa un paio di gladiator sandals con zeppa e tiene in mano la tanto amata 'Oval'.



Di nuovo Ashley, che completa un look decisamente understated (semplice camicia bianca e jeans aderenti) con un paio di sandali Balenciaga che è impossibile non notare, una piccola scultura formata da listini incrociati, base di sughero e altissima zeppa frontale, senza tralasciare altissimi tacchi squadrati. Questi sandali appartengono alla collezione p/e 2007.



Ashley Olsen sembra ami accostare calzature eccentriche ad un abbigliamento lineare: è quello che ha fatto la scorsa settimana ad un evento mondano tenutosi a New York, al quale si è presentata indossando un maglioncino e una gonna in pelle (dalla linea 'The Row', ideata assieme alla sorella), ravvivati da un bellissimo paio di sandali Balenciaga. Realizzati in velluto tie-dye, sono stati visti anche addosso a Sarah Jessica Parker (che di calzature se ne intende), durante le riprese di uno spot pubblicitario.



Finora ci siamo imbattuti in scarpe sì eccentriche, ma tutto sommato portabili, o comunque rese appetibili da qualche dettaglio interessante; nelle collezioni Balenciaga, però, rientrano spesso e volentieri modelli così stravaganti da sembrare più oggetti alieni che scarpe da portare nella vita reale. Un esempio evidente sono i sandali indossati nella foto qui sotto da Beyoncè: fanno parte della collezione a/i 2007/2008, sono uno strano connubio tra i mattoncini Lego e le uniformi dei giocatori di hockey. Non c'è bisogno di dire che la cantante è stata l'unica ad aver scelto questo modello per partecipare ad un evento pubblico.



Sempre alla collezione a/i 2007/2008 appartengono gli stivaletti indossati da Hilary Duff. Completamente stringati davanti, si aprono strategicamente su un lato tramite una zip e hanno il tacco a stiletto. Nonostante siano distinti da dettagli potenzialmente allettanti (modello peep toe, tacco sottile, stringhe a gò-gò), non hanno avuto molto successo tra le celebrities, tanto che sono stati indossati in prevalenza con total look Balenciaga, arrivati dritti dritti dalla passerella.



L'attrice americana Jennifer Connelly, oltre ad essere amica personale di Nicolas Ghesquière, ne è diventata anche la musa, tanto da essere stata scelta come testimonial per la campagna-stampa p/e 2007. Ad ogni evento mondano recente, la Connelly ha indossato abiti ed accessori Balenciaga, trasformandosi quindi in una sorta di pubblicità vivente. Le sue scelte però sono state molto criticate, specie quando si è presentata alla premiere del film 'Reservation Road'; al di là del vestito, l'attenzione della stampa scandalistica si è concentrata sulle sue scarpe (c'è chi le ha definite 'cuccioli di zebra'), ritenute eccessive e poco eleganti.



Si dica quel che si vuole, ma la forza della maison, così come attualmente concepita, sta proprio nella capacità di stupire senza cadere nel grottesco o, peggio, nell'osceno. Lo sperimentalismo che distingue lo stile imposto da Ghesquière è a volte sin troppo lungimirante, tanto è in grado di anticipare le mode e le tendenze, se non addirittura di imporne di nuove.



Per concludere, i modelli che la sottoscritta considera maggiormente rappresentativi dello stile Balenciaga: strepitosa la versione alta dei gladiator sandals zippati visti addosso a Lindsay Lohan (questi sono stati indossati da Jennifer Lopez ed Asia Argento), mentre i sandali a destra sono un capolavoro minimale, impreziosito da un delicatissimo cinturino in strass con fiocco (riedizione di un bijoux disegnato da Cristobal Balenciaga).

[1] Sto ufficialmente raggiungendo il punto di non ritorno: dopo la 'City', la 'Besace' e la 'Day', annuncio trionfalmente (ma lo farò in maniera ufficiale e con dovizia di particolari più avanti) che sono diventata proprietaria di una 'Oval', borsa ormai fuori produzione, quindi pressochè introvabile.
Postato da: superqueen alle 00:52| | p.link

venerdì, maggio 02, 2008





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