In passato gli stilisti erano le mute presenze dietro gli abiti: arroccati nei loro atelier, raramente erano noti al grande pubblico, tanto da essere percepiti non tanto come persone, ma come idee trasformate in linee, tagli, tessuti e colori. Attualmente invece la situazione si è completamente trasformata, e l'esempio più lampante di questo segno dei tempi è Karl Lagerfeld, designer della vecchia guardia, da anni impegnato con le maison Chanel e Fendi, il quale disegna anche una linea a proprio nome, ha pubblicato un libro sulla dieta che gli ha fatto perdere ben 40 chili in 13 mesi (oltre ad innumerevoli altri), è diventato un'icona di stile (mezzi guanti di pelle, codino e ventaglio sono suoi segni inconfondibili). Non tutti sanno, però, che Lagerfeld è anche un fotografo, che ha firmato moltecampagne-stampa di Chanel e realizza servizi per le più importanti riviste di moda.
La sua ultima fatica si intitola '24-hour Couture', pubblicata sul numero di giugno di 'Harper's Bazaar', in cui un'ampia sezione è dedicata alle collezioni Haute Couture 2007. Protagonista di queste immagini sospese in un'atmosfera da sogno è Gisele Bundchen, la modella più famosa (e ricca) degli ultimi anni, la quale, davanti all'obiettivo di Lagerfeld, si trasforma in un'annoiata ereditiera (tipo umano che il designer conosce bene), impegnata a cambiarsi d'abito con frequenza serrata.
L'intero servizio si svolge al chiuso, tra gli ambienti di quello che immaginiamo essere un palazzo (o una villa) nobiliare. Gli ampi saloni sono arricchiti da marmi preziosi, statue e dipinti antichi, tappezzerie di broccato e tappeti Aubusson. In questo scenario, la splendida Gisele non fa che indossare abiti da sogno, uno per ciascun momento della routine giornaliera, tutti bianchi (il che non fa che sottolineare l'idea di leggerezza e di impalpabilità). Alle 8.30 di mattina, ad esempio, mentre il resto del mondo si affretta al lavoro e mentre un cameriere in divisa spolvera un antico dipinto, l'ereditiera di Lagerfeld indossa un'esplosione di tulle, l'abito-bustier di Christian Dior, certamente il modo migliore per iniziare la giornata.
Alle dieci giunge il momento delle decisioni su cosa indossare per il resto della giornata. Tutte le donne vivono tale momento tutti i giorni, ma di sicuro non si fermano a riflettere di fronte all'armadio aperto indossando un abito come quello sfoggiato da Gisele, uno strepitoso capo di Atelier Versace, realizzato in chiffon ricamato a minuscole perline. L'ereditiera è circondata da strati di tulle e di piume, mentre un assistente in divisa le porge un abito che indosserà più tardi. In questo caso, la scena si svolge in una stanza diversa, di cui scorgiamo solo una porta bianca decorata da fregi dorati.
Alle 11.30, ecco che l'ereditiera indossa l'abito che prima le porgeva l'assistente: si tratta di un abito a colonna in tulle ricamato e pizzo, firmato Valentino. Il momento delle scelte però non è ancora concluso, visto che un altro abito chiaro appare nell'immagine qui sopra. Ricercatissima la composizione della scena: Gisele è in piedi su una sedia, un braccio proteso verso la statua di un'ancella (il cui braccio pare sorreggere quello della modella), l'altro lancia un abito verso l'assistente, il quale ne segue la traiettoria, trattenendo un tendaggio fittamente ricamato. Il tema del ricamo viene ripreso anche dalle due poltroncine che si vedono in primo piano.
Dopo la pausa del primo pomeriggio, alle 15 è tempo di attività fisica, di boxe, per la precisione. La nostra annoiata ereditiera è un tipo eccentrico, quindi pensa bene di indossare un abito di Jean Paul Gaultier, realizzato in chiffon di seta e ricamato sul decollète a motivi floreali, ed indossato con un paio di sandali infradito dorati. Vediamo solo in parte il suo avversario, vestito di nero e con scarpe bianche ai piedi, mentre alle sue spalle l'assistente, in un momento di pausa, è seduto su una poltroncina e sorseggia un calice di champagne. Della sala in cui si svolge la scena vediamo solo la consueta porta con fregi dorati e il pavimento coperto da tappeti con intricati motivi ornamentali.
Alle 17 il momento clou della giornata (immaginiamo essere un party) si avvicina, e quale modo migliore per propiziare la serata che non indossare un capo d'alta moda? In questo caso, si tratta di un complesso abito di Givenchy, realizzato in organza grigia, con gonna a palloncino e sopraggonna con alte balze in organza pieghettata. La posa già vista nel secondo scatto viene qui ripresa: Gisele appoggia un piede su una sedia dorata, la sua immagine è riflessa su una finestra-specchio alla sua destra.
Come da abitudine, la serata viene inaugurata da un aperitivo, al quale la nostra protagonista partecipa, indossano un abito in raso di Armani Privè, impreziosito da fitte frange di seta e da applicazioni di cristalli sul decollète. Gisele è appoggiata ad una mensola di marmo, su cui trovano posto diversi oggetti antichi (una scultura, un'urna in marmo, un abat-jour a più braccia), mentre accanto a sè c'è sempre l'assistente in divisa, che sorregge un vassoio su cui è appoggiato un calice di champagne.
Alle 21 i preparativi sono frenetici: l'ereditiera si affaccia sulla porta e di nuovo non sa cosa mettere. Nel frattempo, indossa un etereo il vestito in chiffon bianco di Jean Paul Gaultier, attraversato da grandi volant laterali. I suoi assistenti hanno le braccia ingombre di abiti ed attendono che Gisele compia la sua scelta. Imponente la porta con fregi a cui si affaccia la protagonista del servizio; della stanza ora scorgiamo anche una parte di parquet scuro e altri fregi sul soffitto.
L'ora più attesa del giorno è finalmente giunta. Per l'entrata da star Gisèle indossa una cappa di piume e seta, su un abito ricamato di Chanel Haute Couture. L'effetto è pressochè angelico: il tessuto leggero e le piume vengono messe in movimento da una wind machine ed è come se la modella fosse su una nuvola. Finalmente scorgiamo una porzione più generosa di ambientazione: la consueta porta, ora aperta, ci permette di intravedere un complesso lampadario di cristalli e la statua antica di ancella che avevamo già scorto in un'immagine precedente.
Il servizio è complessivamente piacevole, pur mantenendo essendo piuttosto freddo, il che probabilmente rientra nelle intenzioni di colui che l'ha concepito. D'altronde, l'alta moda non è per tutti, rappresenta una (impossibile) fuga dall'ordinario e un ingresso speciale in un mondo in cui tutto è lusso, eleganza e ricercatezza, e in quanto tale deve essere rappresentata con un tocco di distacco.
Come ogni anno, la stagione dei grandi festival del cinema europei (che comprende Venezia e Deauville) è aperta dal Festival di Cannes, giunto alla sua sessantesima edizione. Per festeggiare non solo l'evento culturale in se, ma anche la sua gloriosa storia, è prevista una parata di stelle senza pari, che sfileranno sul red carpet ed animeranno le molteplici feste private e non.
Questo post durerà fino al 27 maggio, quindi vi consiglio di darci un'occhiata tutti i giorni, per gli aggiornamenti relativi al giorno precedente. Per facilitare la lettura, posterò gli eventi più recenti.
Il 27 maggio, dopo più di una settimana, si è conclusa la 60a edizione del Festival, che ha incoronato come miglior film '4 Mesi, 2 Settimane, 3 Giorni' del romeno Cristian Mungiu, incentrato sulla storia di un aborto clandestino ai tempi della dittatura comunista. La cerimonia conclusiva è stata condotta da Diane Krueger, la quale è giunta all'evento in compagnia di Karl Lagerfeld e del regista Denys Arcand; anche in questa occasione l'attrice ha indossato un capo Chanel Couture.
L'abito, realizzato in raso blu, ha il corpino formato da due fasce drappeggiate, è arricciato sul punto-vita e si apre sul fondo con un piccolo strascico. L'eleganza del capo è sottolineata da gioielli da mille e una notte, orecchini pendenti a grappolo e due spille a forma di raggiera appuntati sul corpino, tutti in diamanti. Raffinatissimo il make-up, tutto incentrato sugli occhi, e la pettinatura, eco di un fascino anni '40.
Per rimanere nell'ambito dei gioielli da sogno, non possiamo tralasciare quelli sfoggiati da Charlotte Rampling, attrice storica del cinema europeo, la quale ha calcato il red carpet con un look misurato, perfetto in un'occasione così importante. Consapevole di non avere più 20 anni, ha lasciato perdere le mise eccentriche e è andata sul sicuro, indossando un little black dress con scollatura sciallata e maniche a tre-quarti, ed accessoriandolo in maniera fantastica: decollète scollatissime di Christian Louboutin ai piedi, clutch bag nera tra le mani, collier ed anello in platino e diamanti, piccole sculture decorate da motivi decò e floreali.
Tra le protagoniste del Festival c'è stata anche Maggie Cheung, attrice cinese che è stata scelta per fare parte della Giuria. Durante la manifestazione ha sfoggiato look molto diversi tra loro, ma ha dato il meglio per la serata conclusiva, indossando un delizioso abito di Chanel, realizzato in seta bianca e tutto ricamato con paillettes oro ed argento. Come accessori ha scelto braccialetti sottili tempestati di diamanti e una originale clutch bag, sempre firmata Chanel, dalla forma di un cerchio e una luna uniti.
Concludiamo questo lunghissimo post con Michelle Yeoh, attrice malaysiana di fama mondiale (ha interpretato film come 'Memorie di una Geisha' e 'La Tigre e il Dragone'), la quale ha ammaliato la platea con un gioiello eccentrico e davvero singolare. Semplicissimo l'abito scelto, nero con scollatura all'americana, la cornice ideale per far risaltare come si deve una vera e propria opera d'arte, ovvero un collier rigido, tutto tempestato di diamanti neri e bianchi e di zaffiri, a forma di uccello: da una parte, l'uccello trattiene con il becco una pietra preziosa ovale, mentre dall'altra dispiega una grande ala. Al di là del gusto personale (mi fa un po' impressione l'idea di andare in giro con una collana a forma di uccello, forse perchè mi ricorda l'albatross appeso al collo del vecchio marinario, al posto della croce), bisogna ammettere si tratta di un pezzo preziosissimo ed unico.
Il Festival si sta lentamente avvicinando alla sua conclusione, pochi ormai sono i film in concorso che devono essere presentati, quindi è ovvio che l'attenzione della stampa si concentri ancora di più sugli eventi mondani che gravitano attorno alla manifestazione cinematografica. Nel corso della nona giornata, in particolare, si sono svolti sia il 'Chopard Trophy' sia il party di Dolce & Gabbana, al quale hanno partecipato celebrities internazionali e conoscenze - purtroppo - nostrane.
Tra gli ospiti non poteva mancare Naomi Campbell, ormai da anni sulla cresta dell'onda, la quale, al di là delle discutibili abilità relazionali, rimane una delle modelle più famose di sempre.
Per l'occasione, la Campbell ha indossato un capo Dolce & Gabbana, appartenente alla collezione p/e 2007: formato da una casacca dall'ampia scollatura a barchetta e maniche a pipistrello, e da un minuscolo paio di shorts, è doppiato in raso fucsia e completamente ricamato in paillettes e cristalli sui toni del viola, del rosso e dell'argento. Il risultato è quasi pittorico, molto particolare e assolutamente indicato per la serata. Gli accessori scelti sono stati sandali peep-toe con cinturino alla caviglia e clutch bag argentata, mentre i capelli, lisci e con frangetta, sono stati lasciati sciolti.
Molto più tradizionale, ma non per questo meno appropriato, il look scelto da Georgina Chapman, la quale ha scelto di indossare un abito firmato Marchesa, il marchio che lei stessa ha lanciato assieme alla connazionale Keren Craig. Le designer britanniche, ispirandosi a elementi decorativi orientali e vintage, all'arte del drappeggio e della tessitura, hanno creato collezioni da sogno, amate da molte star di Hollywood. Non è questo l'unico legame che Georgina ha con il mondo della celluloide, visto che, dopo aver incontrato Harvey Weinstein (fondatore, assieme al fratello Bob, della casa di produzione Miramax) ed esserne diventata la fidanzata, ha iniziato a comparire in diversi film, tra cui 'Factory Girl' e 'Match Point'. L'abito indossato da Georgina è realizzato in raso color crema stampato con un volo di gru, ed appartiene alla collezione a/i 2006/2007; gli accessori scelti sono una semplice clutch bag nera e decollète dorate Louboutin, assieme a due bracciali rigidi tempestati di diamanti, portati uno attorno a ciascun polso.
L'ottava giornata del Festival ha visto come assoluto protagonista il film 'Ocean's Thirteen', terzo capitolo della fortunata serie diretta da Steven Soderbergh, interpretato da un cast stellare, che comprende George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Don Cheadle, Andy Garcia, Al Pacino e Elliot Gould. A Cannes sono giunti non solo i protagonisti, ma anche diverse celebrities, ansiose di partecipare alla premiere e al party che ne è seguito. Sul red carpet la più ammirata è stata Angelina Jolie, la quale ha abbandonato per una sera la semplicità che ultimamente la distingue, per un look inconsueto.
Il giallo è un colore pericoloso, dona a pochissime e non è certamente il più amato dalle star. Angelina Jolie, però, è una delle fortunate (ricordiamo Cate Blanchett in giallo pallido Valentino agli Oscar 2005) che si può permettere di vestire di giallo senza cadere nel ridicolo o - peggio - nel grottesco. Il modello scelto appartiene alla collezione Couture di Ungaro, ed è un semplice abito a colonna, mosso sul busto e sui fianchi da una fitta arricciatura che si diparte da un 'nodo' al punto-vita. Trovo che questa mise sia molto più appropriata ad un evento mondano rispetto all'abito da cocktail indossato alla prima di 'A Mighty Heart': l'insieme è perfetto così, senza il bisogno di 'caricarlo' di accessori; unica concessione, un paio di piccoli orecchini pendenti, che fanno capolino tra i capelli raccolti morbidamente sulla nuca.
Come Angelina Jolie ama l'eleganza understated, così Dita Von Teese ama il glamour 'Old Hollywood' e ogni occasione è buona per confermare il suo ruolo di diva dal fascino senza tempo. E' semplicemente strepitosa nel suo abito in seta grigio perla, anche questo (come l'abito della Jolie) mosso da drappeggi sul busto e sui fianchi. Gli accessori non mancano, quindi ecco comparire attorno al collo e al polso della regina del burlesque un collier e un bracciale completamente tempestati di diamanti. Pettinatura e make-up richiamano come sempre un mood anni '50, tra le onde sui capelli e il rossetto scarlatto sulle labbra.
La settima giornata di Festival è coincisa con la presentazione di film attesi, come 'Go Go Tales' di Abel Ferrara e 'Persepolis', film di animazione tratto dall'omonima, celeberrima graphic novel di Marjane Satrapi, artista di origine iraniana. L'evento però che ha catalizzato l'attenzione dei mass media è stato il tradizionale gala organizzato dall'AMFAR, in collaborazione con MAC e Chopard, per la raccolta di fondi a favore della ricerca sull'Aids. Madrina è stata, come sempre, Sharon Stone, la quale ha presieduto l'asta benefica, ha introdotto gli ospiti (moltissimi, da George Clooney a Kylie Minogue) e ha animato l'intera serata.
Tra i presenti c'era anche la modella australiana Gemma Ward, la quale ha indossato un abito Balenciaga, appartenente alla collezione a/i 2007/2008. Simile a quello indossato poco tempo fa da Charlotte Gainsbourg al 'Costume Institute Gala' di New York, ne riprende gli elementi principali: chiffon bianco e color cipria, seta nera e bianca, ricami in oro, frange, lembi sovrapposti e scollatura a fazzoletto. So già che questa predilezione sarà molto discussa dai miei lettori (e magari anche dai lettori di questo blog, visto che il passatempo di qualcuno, nei commenti, è criticare le mie scelte) , ma non ci posso fare nulla: io adoro questo abito, lo trovo eccentrico, post-moderno e disordinato allo stesso tempo, tanto da risultare sublime. Naturalmente è fondamentale che lo indossi una come Gemma Ward, addosso ad un'altra (tipo Rose Mc Gowan, per dirne una) il risultato non sarebbe stato lo stesso. Gemma ha scelto degli stivaletti peep toe tutti stringati (sempre Balenciaga) e una minuscola wristlet come accessori, ha arricciato e lasciato sciolti i capelli, mentre il make-up è tutto incentrato sugli occhi.
Si è distinta per una scelta fuori dal coro anche Toni Collette, tra i giurati di quest'anno. L'attrice, che ha interpretato film come 'Miss Little Sunshine' e 'In Her Shoes', ha scelto finora solo abiti di Roberto Cavalli, come dimostra anche l'outfit della serata: un bellissimo abito nero con taglio a kimono, stampato con una splendida fantasia floreale, per un effetto semplice e raffinato. Gli accessori scelti sono stati sandali beige, una clutch bag nera e oro, orecchini a cerchio con diamanti e una lunga collana in oro giallo, mentre acconciatura e make-up sono impostati sull'estrema naturalezza.
Sempre una spanna sopra le altre è la regina del burlesque Dita Von Teese, la quale, prima di esibirsi per gli ospiti del gala, ha posato per i fotografi indossando un abito di Dior Haute Couture (collezione a/i 2005), perfetto mix tra antico e moderno. Un bustier color carne viene utilizzato come base per questo abito complesso, ricoperto di pizzo e tulle nero, con inserti di point d'esprit. Dita è rimasta fedele al suo personaggio, sfoggiando un make-up (rossetto e smalto scarlatti, occhi bistrati e neo in evidenza) e un'acconciatura (i capelli corvini sono pettinati a onde) da diva d'altri tempi; unico accessorio un paio di orecchini pendenti con perle e diamanti a grappolo.
La sesta giornata di Festival ha visto la presentazione di molti film importanti, tra cui 'Le Scaphandre et Le Papillon' di Julian Schnabel e 'Death Proof' di Quentin Tarantino, e di eventi mondani quali il party Chopard e la festa organizzata dalla casa di produzione 'New Line'. A quest'ultima ha partecipato Eva Green, colei che tiene alto il nome dell'eccentricità e della stravaganza sul red carpet.
Dopo aver ammaliato mezzo mondo indossando importanti abiti di AlexanderMc Queen e Givenchy, Eva fa il salto di qualità e punta all'effetto teatrale che solo un capo Dior può sortire. L'attrice ha scelto un abito della collezione Haute Couture p/e 2007, ispirata agli anni '50 e all'iconografia classica giapponese: questo, in particolare, è realizzato in seta bianca ricamata a motivi dorati ed è impreziosito da una fascia a contrasto, rossa e verde, sistemata sul corpino, e da un ricco panneggio sulla gonna. La bellezza enigmatica di Eva mette in ulteriore risalto un abito non semplice da portare, impostando tutto il resto del look sulla semplicità: acconciatura raccolta, make-up non eccessivo (ma il rossetto è giustamente rosso fuoco) e solo orecchini di diamanti come gioielli.
Rosario Dawson è tra i protagonisti di 'Death Proof', l'episodio di 'Grindhouse' diretto da Quentin Tarantino (l'altro è 'Planet Terror', diretto da Robert Rodriguez). Il film è un progetto complesso, ispirato ai film di sesso e violenza proiettati l'uno dopo l'altro in cinema specializzati (chiamati appunto 'grindhouses') durante gli anni '70 e '80; l'episodio di Tarantino è incentrato sulla terrificante storia di un killer psicopatico e misogino (interpretato da Kurt Russell), mentre quello girato da Rodriguez si sviluppa a partire da una strana epidemia che trasforma gli uomini in zombie. Rosario Dawson per l'occasione ha scelto un abito in maglia di metallo di Dolce & Gabbana, impreziosito da perline argentate; il vestito originale è completo di cintura-bustier in metallo, che però l'attrice non ha indossato. Diamanti a profusione sono stati scelti per rendere ancora più sparkling questo look molto hollywoodiano, che mette in evidenza il fascino latino dell'attrice (imbruttitasi negli ultimi tempi, a dire il vero).
Cécile Cassel, giovane attrice francese apparsa anche in una puntata 'parigina' di 'Sex and the City' (interpretava il ruolo di Chloè, figlia di Aleksandr Petrovski), ha calcato il tappeto rosso alla premiere di 'Le Scaphandre et le Papillon' di Julian Schnabel, pittore di fama mondiale, da qualche anno dedicatosi al cinema. La bellezza un po' particolare dell'attrice è stata messa in risalto da un bell'abito nero di Chane, segnato in vita da drappeggi e da una spilla dorata, con gonna asimmetrica in chiffon nero e bella scollatura sulla schiena. La semplicità dell'insieme è stata spezzata da una pettinatura eccentrica, due piccoli chignon bassi, che hanno dato al tutto un tocco delizioso.
La quinta giornata del Festival è stata dominata dall'arrivo sulla Croisette di Angelina Jolie e Brad Pitt, la coppia più attesa in assoluto. I due hanno presenziato alla prima di 'A Mighty Heart' di Michael Winterbottom, di cui la Jolie è protagonista; il film è basato sulla storia vera di Daniel Pearl, cronista del 'Wall Street Journal' rapito e barbaramente ucciso nel 2002 da terroristi pachistani; la Jolie interpreta il ruolo di Mariane, moglie del giornalista (presente alla premiere, accanto al figlioletto), la quale non si ferma davanti a nulla pur di scoprire la verità sulla morte del marito.
Per l'occasione, cosa poteva indossare la donna più fotografata del pianeta, se non un classicissimo little black dress? Nonostante l'eccessiva (a mio parere) magrezza, la Jolie stava splendidamente con il semplice abito da cocktail vintage di Balmain, in pizzo e raso, sorretto da due spalline e segnato in vita da un nastro. Ai piedi indossava peep-toe in raso, alle orecchie due orecchini pendenti con perle, i capelli raccolti morbidamente, i tatuaggi (in costante aumento) bene in vista. Sembrano lontani i tempi in cui Angelina era la bad girl di Hollywood per eccellenza; ora che il suo ruolo di madre e di donna impegnata nel sociale l'hanno allontanata dalle facili provocazioni, anche la sua carriera cinematografica si è avviata verso scelte più complesse.
All'evento era presente anche Mischa Barton, ospite di Roberto Cavalli, giunta a Cannes per portare una ventata di 'sano' divismo da tabloid. La giovane attrice di origine britannica ha lasciato da parte il notolook elaborato per lei da Rachel Zoe, per indossare un bell'abito Dior in seta color ghiaccio, senza spalline, segnato nel punto-vita da una complessa goffratura e da un insieme di pieghe sovrapposte, sottolineate da leggerissime spruzzate di strass e perline. Unici accessori un grande anello portato al dito indice ed orecchini pendenti a goccia, mentre i capelli sono stati arricciati e poi lasciati sciolti.
La quarta giornata di Festival è stata dominata dalla premiere di 'Chacun Son Cinéma', una pellicola collettiva, diretta da alcuni tra i più grandi registi di tutto il mondo (da Takeshi Kitano a Jane Campion, passando per Michael Cimino, David Cronenberg e Roman Polanski) e girata proprio in occasione del 60° anniversario del Festival di Cannes. Il film, un'opera metacinematografica, è una riflessione del cinema sul cinema, e ha portato sulla Croisette tantissime star. Tra le più ammirate, c'è stata sicuramente Gong Li, attrice cinese prediletta da Zhang Yimou, diventata ormai nota a livello internazionale.
Gong ha percorso il red carpet in compagnia di Andie Mc Dowell e Michelle Yeoh (altra eroina del cinema asiatico), visto che tutte e tre sono ambasciatrici dell'Oreal nel mondo. Gong per l'occasione ha scelto uno splendido abito firmato Roberto Cavalli: caratterizzato da scollo all'americana ed ampissima gonna in seta, è stampato con una delicatissima fantasia azzurra e bianca, per un effetto di assoluta leggerezza. L'attrice l'ha impreziosito appuntando sul davanti una broche a forma di farfalla ed indossando orecchini pendenti con diamanti e acquamarine.
Elegantissima anche Clotilde Courau, che ha calcato il tappeto rosso indossando un abito nero in seta, apparentemente semplice: la severità lascia lo spazio alla sensualità, visto che sulla schiena si apre un'ampia scollatura, attraversata da una collana in diamanti e rubini, lasciata pendere all'indietro. Diamanti anche per gli orecchini a spirale, mentre un complesso chignon è stato scelto come acconciatura.
Vahina Giocante è tornata in passerella indossando un altro abito Versace, stavolta viola intenso, realizzato in chiffon plissè con bordo in velluto, esempio di leggerezza e di leggiadria. L'attrice ha lasciato i capelli sciolti, appuntandoli morbidamente, e ha scelto come unici accessori un paio di orecchini pendenti e una borsina rossa con fibbia tempestata di cristalli.
Durante la seconda giornata di Festival sono stati presentati diversi film, tra cui 'Les Chansons d'Amour' di Christophe Honoré (tra i protagonisti, Chiara Mastroianni, Ludivine Sagnier e Louis Garrel); alla prima del film, piuttosto curiosamente, una delle più ammirate non è stata un'attrice del film stesso, bensì Vahina Giocante (che ha recitato in '99 Francs' di Jan Kounen, altro film in concorso).
La giovane attrice ha indossato un bell'abito color azzurro chiarissimo firmato Versace: realizzato in chiffon, ha il busto impreziosito da fasce incrociate, è sostenuto da spalline ricoperte di cristalli e ha la gonna formata da pannelli sovrapposti). In contrasto alla ricchezza dell'abito, Vahina ha tenuto semplici pettinatura e make-up, lasciando al luccichio dei diamanti che tempestavano gli orecchini pendenti il compito di amplificare la luminosità dell'insieme.
La prima giornata di Festival ha avuto come momento clou la proiezione del film 'Zodiac' di David Fincher, ispirata alla complicata ed irrisolta vicenda che ha sconvolto San Francisco negli anni '70 (un serial killer che è riuscito ad eludere le indagini della polizia). Tra i protagonisti, oltre a Robert Downey Jr e a Mark Ruffalo, ci sono anche Jake Gyllenhaal e Chloe Sevigny, che hanno sfilato assieme sul tappeto rosso.
Sulle pagine di questo blog si è sempre presentata la Sevigny come vera icona di stile, niente a che vedere con le giovani celebrities che non sanno vestirsi senza l'aiuto delle loro stylist: Chloe appartiene a quella generazione mid Nineties (di cui fanno parte anche Winona Ryder, Gwyneth Paltrow e Parker Posey) che ha elaborato un proprio stile, a volte molto ricercato, passando attraverso diverse sperimentazioni, il grunge in primis. Per l'occasione, l'attrice ha scelto un abito Balenciaga, in seta azzurra, solo apparentemente semplice: sorretto da una scollatura all'americana, si apre generosamente dietro, dove la scollatura totale viene interrotta da due fasce bianche, come fossero quelle del reggiseno e degli slip. Come unici accessori, Chloe ha scelto un bracciale a forma di serpente di Bulgari e alte platform shoes bianche, in pendant con le fasce dell'abito.
La serata inaugurale è stata aperta dalla proiezione dell'attesissimo 'My Blueberry Nights' di Wong Kar Wai, primo film del maestro taiwanese girato in inglese (i due protagonisti sono Jude Law e la cantante Norah Jones).
Tra le meglio vestite della serata, ha sicuramente spiccato Qi Shu, attrice taiwanese che ha impressionato la platea e la folla di fotografi indossando un abito blu acceso, tutto plissettato, di Roberto Cavalli, che lascia la schiena completamente scoperta. Il viso è stato lasciato quasi al naturale, mentre il consueto brillio dei diamanti (bracciale multifilo, anello e orecchini pendenti) illumina l'intera mise.
L'attrice (è comparsa in 'Sin City' di Robert Rodriguez) ed ex modella Devon Aoki ha scelto un abito da sera di Valentino, perfetto per la sua figura quasi adolescenziale. L'abito appartiene alla collezione pret-à-porter p/e 2007, ha una gonna lunga tutta formata da balze in tulle bianco, mentre il corpino è composto da fasce ricamate, che lasciano scoperto il busto e le braccia. L'attrice ha indossato un ricco collier per illuminare il decollète, mentre ha lasciato sciolti i capelli, per un effetto molto naturale.
Radiosa e finalmente in forma è apparsa Eva Herzigova, giunta agli ultimi mesi di gravidanza; apparsa al fianco del compagno, Gregorio Marsiaj, ha incantato tutti nel suo bell'abito rosa firmato Valentino: naturalmente caratterizzato da linea Impero, è realizzato in chiffon plissettato, è segnato da una cinturetta tempestata di strass e da un corpino aderente drappeggiato. Ha scelto una semplice acconciatura raccolta per mettere in evidenza la straordinaria collana Chopard in oro rosa, perle e zaffiri, in pendant con la minuscola borsina, sempre rosa.
Protagonista della cerimonia inaugurale è stata l'attrice Diane Kruger, scelta come presentatrice e Maestro di cerimonie di questa edizione del Festival. Elegantissima come sempre, ha indossato uno splendido abito color latte di Chanel, con doppia gonna e corpino ricamato, vita alta segnata da una fascia in tulle rosa pallido. Raffinato il make-up, semplicissima l'acconciatura raccolta in uno chignon basso e splendidi gli orecchini pendenti con perle e diamanti, sempre firmati Chanel.
Rendersi conto che il tempo passa alla velocità della luce non è mai piacevole, tanto più se ci si accorge che l'ultima sbirciatina dentro il mio armadio è stata resa palese alla fine dell'anno scorso! Durante tutti questi mesi, la voglia di scrivere qualche puntata succosa c'è sempre stata, ma - ahimè - i momenti liberi ridotti all'osso non mi hanno permesso di farlo. Non che ora le cose siano diverse, anzi, se possibile sono ancora peggiori: l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico coincide con un'improvvisa accelerazione delle attività collegiali (consigli di classe e collegi docenti), che moltiplicate per tre (scuole in cui insegno) mi stanno riducendo ad uno straccio, come potete giudicare anche dalla mise qui sotto, sfoggiata l'altro ieri.
Non è una novità la mia predilezione per gli abiti-grembiule, quelli ampi e comodissimi, tagliati appunto come un grembiule. Questo, in particolare, ricorda proprio il classico grembiule scolastico che tutti abbiamo portato alle elementari. Come l'80% del mio guardaroba, è un capo 'riciclato', è prima appartenuto a mia sorella, poi è passato a me: è realizzato in lino nero, ha due spacchetti laterali in fondo, colletto a camicia e abbottonatura frontale che si ferma al punto-vita. Lo porto spesso anche come abito, ma stavolta ho voluto svecchiarlo indossandolo con una semplice t-shirt in cotone sotto e con un paio di fuseaux grigi. A questo proposito, ci tengo a dire la mia sulla mania 'leggings' che sembra aver colpito donne di ogni età e provenienza: lungi dal poter solo lontanamente pensare di andare in giro come lei, preferisco coprire il copribile, quindi li indosso solo sotto abiti che arrivino almeno al ginocchio. Diciamo che, nella mia scala di importanza di cosa mettere sotto un abito di questo tipo, prima vengono i jeans, poi i fuseaux (che sono un po' i sostituti estivi dei primi). Con le gonne a fiori che si nascondono nel mio armadio, però, preferisco i fuseaux, che rendono l'insieme decisamente meno pesante.
Una premessa: porto gli occhiali da quando avevo 18 anni, ma solitamente li alternavo alle lenti a contatto, cosa che attualmente non faccio. Mi si è abbassata un po' la vista e con l'oculista abbiamo messo a punto un programma per trovare la combinazione corretta di gradazione di lenti a contatto. Inoltre, in questo ultimo periodo non mi sto nemmeno truccando: la mattina sono troppo stanca anche solo per stendere un po' di fondotinta, quindi mi limito alla crema idratante. In questa immagine si vede bene il foulard che indosso come fascia per capelli: si tratta di un foulard tagliato a fazzoletto in seta di Miu Miu, stampato ad una fantasia astratta di qualche collezione fa. Ha il fondo azzurro, su cui spiccano elementi rossi, blu elettrico e verdi, con qualche punta di nero. Lo porto spessissimo perchè si adatta perfettamente ad ogni occasione e da un bel tocco di colore.
Ai piedi non potevo che mettere le mie adorate Converse All Stars, modello esclusivamente alto. Queste qui inizialmente sono state percepite come 'ripiego', ma ora mi piacciono moltissimo. Da tempo immemorabile sto cercando un paio di Vans (modello slip-on), ma trovare il mio numero (ricordo che la sottoscritta calza un 35) sembra impossibile. Dopo aver visto che anche la Converse ha prodotto alcuni modelli slip-on, ho comprato questo (in 36), nella speranza potesse andarmi bene, ma invano. Ho restituito quindi le scarpe troppo grandi in negozio e le ho sostituite con le classiche stringate, che ormai porto da più di dieci anni e che sono diventate le mie scarpe d'elezione. Questa versione poi è bella perchè ha i bordini in gomma a contrasto, che richiamano i lacci colorati.
Dopo cotanto silenzio, ho rotto il ghiaccio: la primavera nel mio armadio è ufficialmente iniziata, quindi a breve seguirà un'altra puntata, incentrata sul tema 'love and flowers are in the air'!
Ogni anno, la primavera newyorkese viene attraversata da un brivido, in occasione del 'Costume Institute Gala', la serata inaugurale di una grande retrospettiva dedicata allo stile e alla moda. L'evento del 2007 è stato tutto incentrato sulla figura complessa ed eccentrica di Paul Poiret, detto, non a caso, 'le Magnifique', designer visionario vissuto a Parigi nella prima metà del XX secolo, animatore della scena mondana, ideatore di uno stile profondamente influenzato dagli stilemi orientali, eppure attento osservatore della realtà europea. La serata di gala, voluta da 'Vogue U.S.', da Nicolas Ghesquière, designer di Balenciaga, e da Cate Blanchett, ha visto la presenza di stilisti, modelle, celebrities di ogni ordine e grado, tutti desiderosi di calcare il tappeto rosso e di sfilare di fronte alla stampa e al mondo intero.
La palma per la meglio vestita va senza ombra di dubbio, a mio modesto parere, a Charlotte Gainsbourg. L'attrice francese, da anni musa ispiratrice di Nicolas Ghesquière, ha presenziato all'evento in compagnia del marito Yvan Attal, vestita ovviamente Balenciaga. L'abito indossato è molto particolare e rappresenta la summa dello stile Ghesquière, nonchè un omaggio agli stilemi anni '10/'20 (le frange, le sovrapposizioni, la stampa in bianco e nero giustapposta all'oro e all'argento); ai piedi l'attrice ha infilato un paio di sandali peep toe Balenciaga, caratterizzati da tacchi altissimi e da una fitta allacciatura frontale.
E' fan di Balenciaga anche Jennifer Connelly: l'attrice ha indossato un abito color argento fittamente ricamato, tagliato come un peplo, accessoriato con strappy sandals neri e con una clutch bag bianca con bordo dorato, per un look semplice, raffinato, privo di ostentazione e di eccessi.
Un'altra attrice che ha vestito Balenciaga è stata Chloe Sevigny, che per una volta ha abbandonato la sua passione per Yves Saint Laurent, e ha reso omaggio alla storia della maison francese indossando un capo della collezione limitata 'Edition': realizzato in raso verde smeraldo, è la riedizione di un originale datato 1962. La Sevigny, pur non essendo bella in senso canonico (Una Persona la definisce 'sfacciatamente brutta'), ha un senso dello stile tutto personale, grazie al quale riesce a compiere scelte originali e mai scontate.
Ricorda lo stile anni '70 la scelta effettuata da Elettra Rossellini Wiedemann, figlia di Isabella Rossellini e testimonial Lancome (esattamente come la madre): il voile stampato a violette caratterizza questo sensuale vestito di Yves Saint Laurent, con ampio spacco frontale e scollatissimo sulla schiena. Elettra ha un viso molto particolare, che non ha bisogno di make-up pesanti o di accessori complessi per risaltare: ecco, quindi, che il suo look è perfetto così.
L'attrice cinese Ziyi Zhang ha dimostrato in diverse occasioni di prediligere abiti molto scenografici, spesso resi importanti da crinoline e strati di tulle. Con la sua bellezza e la sua grazia riesce sempre a scongiurare il temibile effetto meringa, apparendo anzi particolarmente eterea; l'abito firmato Marchesa, scelto per questa occasione, ha il bustier in raso bianco e nero scollato a cuore e una gonna lunga e gonfia sul fondo, una nuvola di tulle in pratica.
Anche Cameron Diaz ama i look eccentrici, come dimostra il bellissimo abito firmato Dior indossato a New York: si tratta di un capo della collezione autunno-inverno 2007/2008, realizzato in raso color ciclamino, è un trionfo di volant piatti; termina con uno strascico ed ha la scollatura dritta. Cameron l'ha accessoriato con collana ed orecchini in perle di turchese di Fred Leighton, che richiamano il colore dei suoi occhi.
Rimanendo nell'ambito 'occhi di ghiaccio', ecco Liv Tyler, come sempre bellissima e semplice, che indossa un abito a colonna di Calvin Klein, con spalline a torchon e piccolo strascico posteriore, realizzato in seta in uno splendido verde acqua, che si sposa alla perfezione con carnagione e capelli. Gli unici gioielli scelti sono stati orecchini in diamanti a clip e un bracciale di Van Cleef & Arpels, mentre il rossetto rosso completa l'opera, per un risultato dal glamour d'altri tempi.
Si ispira ad uno stile anni '20 il look scelto da Kate Bosworth, perfettamente in linea con il galà dedicato ad uno dei designer più innovatori di quel periodo. Kate ha scelto un abito Prada in raso color champagne con scollatura rotonda e gonna a palloncino, formata da grandi pieghe piatte. Gli accessori scelti sono stati orecchini pendenti dalla forma rotonda, una clutch bag dorata e Mary Janes oro ed argento di Miu Miu.
Mischa Barton, senz'altro la più elegante tra le celebrities più giovani, ha indossato un abito bianco di Giambattista Valli (che è stato il suo accompagnatore per la serata), con il corpino decorato da grandi jais neri applicati in maniera apparentemente disomogenea. L'abito semplicissimo è stato impreziosito da un bracciale di diamanti e da uno strepitoso spillone in diamanti e smalti (un pezzo Cartier dell'epoca Art Deco), appuntato sullo chignon.
Le coppie più belle ed eccentriche viste sul red carpet? Sicuramente quelle formate da Jean Paul Gaultier e dalla modella Coco Rocha (che indossava uno strepitoso abito in tulle color champagne dello stilista francese), da Tom Ford e Carine Roitfeld (perfetti in bianco e nero), da Julianne Moore e Stefano Pilati, da Phillip Lim e Irina Lazareanu (entrambi in smoking), dalla modella Caroline Trentini e dal giornalista di 'Vogue' Hamish Bowles (che indossava un bellissima veste da camera di Tom Ford, sopra lo smoking). Menzione speciale, infine, per Lisa Airan, che indossava una cappa originale di Paul Poiret sull'abito blu copiativo firmato Rodarte.
La mezzanotte è trascorsa, mi sono lasciata alle spalle il 33° 2 maggio, giorno che è arrivato e passato in un soffio. La congiuntura poco felice di eventi (il ritorno a scuola dopo il ponte del 1 maggio, cinque ore piene di lezione, più una riunione pomeridiana in vista degli esami di maturità) non mi ha permesso di godermi per bene questo compleanno, ma non per questo ho rinunciato ai festeggiamenti. Visto che sono una personcina previdente, martedì mi sono messa ai fornelli e ho preparato qualche leccornia da offrire agli ospiti.
Si tratta di una crostata meringata al limone e di biscottini con gocce di cioccolato, entrambi ispiratimi da lei, cara amica nonchè irrinunciabile punto di riferimento nell'ambito della cucina (specialmente dei dolci). Avevo già sperimentato la crostata: stavolta la meringa si è dorata un po' troppo, ma il risultato è stato comunque in linea con le aspettative. I biscottini non hanno un aspetto molto invitante, ma sono venuti bene pure loro, e tanto basta: qui si bada alla sostanza, prima di tutto.
Eccomi intenta a tagliare la crostata, con un look che neanche Kurt Cobain nel periodo di maggior fulgore. Sarà stato il trauma del ritorno, ma stamattina mi sono vestita ricoprendomi di scotch e rotolandomi nell'armadio: ne sono uscita con una maglietta Adidas 'vagamente' usata, un cardigan in lana di mia madre e un paio di jeans qualsiasi. Ma visto che alla 'classe' dei dettagli ci tengo, ecco duecollane in argento al collo, che tintinnano ad ogni movimento, come piace a me.
Dei vari (pochi, a dire il vero) regali ricevuti, due mi hanno stupita in modo particolare:
Un bouquet 'casalingo' di peonie e iris (i fiori arrivano dal giardino dei miei genitori), messo insieme dalla mia nipotina quattrenne, che si è presentata alla mia porta di casa nascosta tra i fiori
questo è il regalo dell'ing, una zuppiera in porcellana Limoges bianca con greche blu profilate d'oro, con piatto accompagnato. Si tratta di un oggetto che desideravo da molto tempo e finalmente fa parte della mia collezione di ceramiche. L'ing, probabilmente sopraffatto da teiere, piatti e tazze con stampe di fiori e frutti, guanti da debuttante e in pizzo, profumi di rosa e violetta, ha ben pensato di rendere ancora più interessante il piccolo mondo da signorina di buona famiglia dell'Ottocento che ho progressivamente raccolto intorno a me. La foto è stata scattata mettendo ben in evidenza la tovaglia di lino, ricamata a punto a croce da mia zia, pezzo del mio corredo a cui tengo tantissimo (la uso come una reliquia, ma nelle occasioni importanti la tiro fuori dal baule).