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lunedì, gennaio 30, 2006
Pink, al secolo Alicia Moore, dopo essersi imposta sulla scena musicale internazionale con un paio di album ben congegnati (non per niente, lei, insieme a Christina Aguilera, è stata letteralmente 'miracolata' da Linda Perry, grazie alle cui abilità di song-writer è potuta tornare al successo dopo un silenzio di qualche anno). Ora, dopo aver sfoggiato un notevole brillo al dito ed essere convolata a giuste nozze con il suo fidanzato storico, Corey Hart, fa nuovamente capolino con un video, 'Stupid Girls' [2], che ha debuttato oggi negli Stati Uniti ma che già da tempo ha fatto parlare di se [1]. Non l'avremmo mai detto, ma Pink sta sempre più diventando - parlando di video musicali - la versione maschile di Eminem, per la dissacrante ironia con cui ritrae ed interpreta la società che la circonda: stavolta ha preso di mira le 'ragazze stupide' per antonomasia, ovvero alcune colleghe (Jessica Simpson in primis) e celebrities varie che non danno un bell'esempio di femminilità alle giovanissime generazioni.
Questo, infatti, è il punto di partenza della narrazione, spesso sottaciuto dai critici, i quali hanno trovato più semplice e sensazionalistico concentrarsi sulle gustose parodie di personaggi famosi che la cantante propone nel video, girato da Dave Meyers. Nelle primissime scene, infatti, vediamo una ragazzina seduta di fronte alla tv, accanto alla quale compaiono, su una nuvoletta e in una fiammata, due versioni di Pink, una angelica, una diabolica, che presentano alla loro possibile adepta il bene e il male nel mondo moderno. Il male è rappresentato dalle 'ragazze stupide' del titolo, più concentrate sulla propria linea o sul proprio aspetto fisico, che non su altro; gli esempi si sprecano: qui sotto vediamo una Paris Hilton magrissima, che vomita nel bagno di un locale ficcandosi il manico di uno spazzolino da denti in gola (scena non propriamente edificante).



Un'altra 'ragazza stupida', secondo Pink, è anche Mary-Kate Olsen, in abitino a fiori, cardigan-fagotto, mega-occhiali, Chloè Paddington al braccio e collane su collane al collo, che si reca traballante in un negozio di animali per acquistare un cagnolino. E ancora: 'stupida' è anche la rossa Lindsay Lohan, nota tristemente per i numerosi incidenti automobilistici da lei provocati (da notare l'ultimissimo modello di occhiali da sole Gucci scelto per scimmiottare l'attrice), per non parlare delle ballerine che ancheggiano nei video di 50 Cent (giusto per fare un nome) e di Jessica Simpson, ritratta mentre gira il video di 'These Boots Are Made for Walkin'', anche nel momento in cui scivola rovinosamente sull'auto che tenta di insaponare in maniera sexy.



Un altro argomento, decisamente più importante della critica sociale, trattato nel video è l'ossessione per l'aspetto fisico, che non solo porta a comportamenti decisamente grotteschi (esemplare è la scena della doccia solare, da cui Pink esce con la pelle color carota, ma anche la scena girata in una sala da bowling, dove una giovane dal seno palesemente ritoccato sballonzola assieme alla palla da gioco), ma addirittura pericolosi: una parte del video è infatti girata in una sala operatoria [3], dove si sta preparando chissà quale ritocco estetico (da notare come sugli slip indossati dalla cantante campeggi la scritta 'reconstruct', ricostruire, come se il corpo e la bellezza umana fossero qualcosa da smontare, modificare e rimontare a proprio piacimento). Il risultato di questa insensata corsa alla fama e alla bellezza è evidente sotto gli occhi di tutti: nel video è personificato da una donna platinata non più giovane, di rosa vestita, in posa davanti alla sua perfetta magione e alla sua auto sportiva rosa, il volto fissato in una smorfia che vorrebbe essere un sorriso. E' così che sono destinate ad invecchiare le 'ragazze stupide' di oggi, coloro che hanno abbandonato i sogni di gloria (tra cui diventare Presidente degli Stati Uniti), per 'accontentarsi' di una bellezza caduca e banale? La chiusa del video non è così tragica, così come non lo è il messaggio: tutte possiamo riappropriarci della nostra vita, semplicemente 'chiudendo fuori' i cattivi esempi e concentrandoci su noi stesse e su quel che di buono troviamo attorno a noi (il fatto che, al termine del video, la ragazzina spenga la tv, presumibilmente per uscire a giocare, la dice lunga anche sul ruolo di 'cattiva maestra' che ha la televisione verso le nuove e vecchie generazioni).


[1] Il video anticipa l'uscita dell'album 'I'm Not Dead', prevista per il 21 marzo 2006.
[2] Qui il testo della canzone.
[3] Uno dei più bei video incentrati sull'argomento è 'Unpretty' delle TLC, che consiglio di riguardare.
Postato da: superqueen alle 22:31| | p.link

giovedì, gennaio 26, 2006
Passata la tempesta mediatica che l'ha vista tristemente protagonista e scongiurato il pericolo disoccupazione, Kate Moss torna ad essere una delle poche donne davvero importanti nel mondo della moda e dell'immagine (anche Sarah Jessica Parker ha indicato nella modella britannica la sua ultimate fashion icon). Dopo il numero di 'Vogue France' dedicato a lei nel dicembre 2005 (un bel servizio fotografico e ben quattro copertine diverse) e dopo la campagna-stampa p/e 2006 per Roberto Cavalli, la Moss è protagonista di uno splendido photoshoot che apparirà sulle pagine del mensile 'W' a febbraio. Le immagini, scattate ad opera di Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, vedono la modella nei panni di una sensuale divinità greca, circondata da una natura aspra ed incontaminata.

 
Il servizio fotografico in questione naturalmente riprende le atmosfere della mitologia greca e l'iconografia - anche moderna - ad essa collegata (basti pensare alla Ursula Andress versione dea in 'Clash of the Titans'), ma è anche un sentito omaggio alla collezione p/e 2006 di Alexander McQueen [1], in cui spiccano pepli, ricchi drappeggi e complicati calzari. Qui sopra Kate indossa una gonna plissettata in seta e una camicia abbinata, fermata in vita da un'altissima cintura decorata da incisioni.
 
 
Come una neo Venere appena emersa dalle acque, Kate indossa un costume drappeggiato in Lycra di Liza Bruce, fermato in vita da una cintura di Ralph Lauren, ed un complesso ornamento sulla fronte, una sorta di fascia formata da placchette dorate che ferma l'acconciatura vaporosa.
 
 
Ecco Kate in versione amazzone, su un promontorio con il mare e un cielo minaccioso sull'orizzonte: indossa un bellissimo abito in seta completamente drappeggiato di Anna Molinari, fermato in vita da una collana vintage a catena di Mark Walsh Leslie Chin, ed abbinato ad un paio di altissimi bracciali rigidi di Alexander Mc Queen.
 
 
Sensualità e raffinatezza per questo scatto sulla battigia, tra sabbia ed acqua: Kate indossa un abito in tulle di seta completamente plissettato di Sophia Kokosalaki, trattenuto in vita da una cintura con serpente di Roberto Cavalli; ai piedi, sandali con tacco tornito di Alexander Mc Queen. E' molto suggestivo il modo in cui la luce del tramonto illumina la modella, creando zone di luce ed ombra sul suo corpo.
 
 
Qui Kate, stesa sulla sabbia, indossa un costume intero borchiato di Gottex, abbinandolo ad un paio di sandali dorati di Alexander Mc Queen con un'elaborata allacciatura sulla gamba. Fermiamoci un attimo ad analizzare questa immagine: gli appassionati di fotografia di moda - come lei - noteranno subito una certa somiglianza con un famoso scatto di Mert Alas e Marcus Piggott per Louis Vuitton di qualche anno fa. Lì Karen Elson teneva in mano una borsa Speedy ed indossava ai piedi complesse calzature con zeppa forata, in qualche modo richiamati dai calzari di Kate; la Elson è naturalmente in posa, mentre la Moss sembra essere stata colta in un momento di pausa, tra una posa e l'altra, ma non possiamo non chiederci se effettivamente la foto di Mert e Marcus (che hanno lavorato con Kate Moss per la campagna-immagine di Cavalli) sia stata la fonte di ispirazione.
 
 
Ancora uno scatto che la vede immersa nell'acqua: qui Kate indossa un abito in chiffon di Christian Dior, tinto in rosa con effetto degradè e sottolineato da impunture di paillettes scure, ed alti guanti color oro di La Crasia.

Qui l'intero servizio fotografico.
[1] Ecco come apparve Mc Queen sulla passerella della sua ultima sfilata: la maglietta con la scritta 'We Love You Kate' la dice lunga sull'amicizia tra i due.
Postato da: superqueen alle 10:51| | p.link

mercoledì, gennaio 25, 2006
Nuova puntata di 'What Is In My Bag', stavolta dedicata a Gea, lettrice di lunga data di questo blog, siciliana d'origine ma da qualche tempo residente a Milano, amante del mare, del cocktail Cosmopolitan, della cioccolata e di Chanel! Ecco qui la sua borsa



Uno dei modelli di punta della collezione a/i 2005/2006 di Gucci, incentrata sulla lavorazione 'Guccissima' della pelle, su cui vengono impresse le inconfondibili doppie 'g'. Questo è un modello Boston, con catenella e medaglietta come decorazione. Vediamo poi quel che la borsa contiene e seguiamo la descrizione che ne da la legittima proprietaria



Partendo dall'alto a sinistra
- un portachiavi in legno e metallo a forma di farfalla per la chiave dell'automobile
- un portamonete Furla in pelle a forma di mela
- una bottiglietta di Evian (non esco mai senza acqua)
- portafoglio Mandarina Duck in pelle nero
- un porta-carte di credito Furla in pelle verde acqua, il mio colore preferito del momento (indispensabile quando si usano borsette piccole!)
- un lip balm alla fragola Body Shop, burrocacao Chapstick ai frutti di bosco e rossetto Rimmel 'Shine Temptation', nella tonalità  'Twinkle Toes', un bel color fucsia (però leggero come un lucida labbra ed è glitterato)
- mezzo pacchetto di chewing-gum, anche loro non mancano mai!
- specchietto a due facce Fiorucci con una stampa di Audrey Hepburn (una delle mie attrici preferti, anche in fatto di stile)
- cellulare Nokia 7200 a conchiglia con charms a forma di farfalla di Nadine
- occhiali da sole e portachiavi Gucci
- salviettina rinfrescante all'Acqua di Colonia 4711
- agenda in pelle fucsia 'Campo Marzio' con annessa penna in metallo smaltata rosa a pois rossi
- guanti Sermoneta in pelle nera, foderati in cashmere

La borsa di Gea è senza dubbio un fashion statement e denota una personalità altrettanto decisa, così come possiamo evincere dal contenuto: vengono scelti degli oggetti essenziali, dalle forme spesso giocose e morbide ma non leziose; contenuta ed essenziale anche la sezione beauty, concentrata sul make-up labbra. Ne esce quindi un'immagine pragmatica della nostra Gea, che per questo non rinuncia a qualche tocco femminile (la scelta dello specchietto con Audrey Hepburn, ma anche l'agenda rosa fucsia) e raffinato (i guanti in pelle foderati di cashmere).
Postato da: superqueen alle 19:19| | p.link

lunedì, gennaio 23, 2006
Ecco una nuova 'puntata' di 'What Is In My Bag', la rubrica di questo blog che chiede ai lettori di svuotare le proprie borse, per rendere noto il loro contenuto, un po' per nostra curiosità, un po' per 'indagine socio-culturale'. L'ospite di quest'oggi è Astrid, carissima amica di lunga data, compagna di università e di tante avventure, a sua volta blogger. Lascio a lei il compito di descrivere la sua borsa e quel che contiene.



La borsa è di velluto con una lunga tracolla coi bottoni di legno, i fiori sono ricamati. Proviene da un negozio di Berlino, 'Chapati Design', un posto bellissimo con strani vestiti dai lunghi cappucci e un grande assortimento di sari stupendi.



Passiamo ora al contenuto:
- il fermaglio a pinza è un comunissimo fermaglio da supermercato, che mi porto sempre dietro
- gli occhiali con la montatura rosso scuro sono Burberry
- il depliant con 'The Corpse Bride' è del Cec, l'ho messo nella foto come ambasciatore di tutte le carte inutili che riesco ad accumulare in borsetta
- non mancano mai un burrocacao o lucidalabbra e un rossetto, e d'inverno la crema per le mani - il tubetto che ho fotografato si è rotto il giorno seguente :-( (ma per fortuna è uscita solo una piccola quantità di crema che si è sparsa nella borsa)
- il taccuino è della carteria Tassotti
- durante le feste ho realizzato all'uncinetto un "cappottino" per il cellulare con una bellissima lana colorata
- il portachiavi di H&M è un regalo di Natale da parte di un'amica
- l'ipod shuffle è senza gli auricolari perchè l'ho usato come chiave usb
- il portamonete gatto l'ho fotografato fronte e retro per far vedere che ha anche la coda
- il portafogli - rosso e piccolo - mi è comodissimo perchè si può tenere confortevolmente anche in tasca, in realtà sembra piccolo, ma ci sta tutto quello che deve starci

Astrid lascia a me il compito di descrivere la borsa in tessuto del KaDeWe (che tiene sempre in borsetta o in auto, in modo da usare il meno possibile le buste di plastica), probabilmente perchè sa che sono irrimediabilmente ammalata di 'berlinite acuta', quindi ogni cosa riguardi anche lontanamente la città tedesca in questione mi attrae. Il grande magazzino di cui sopra, in particolare, è uno dei posti più affascinanti che io abbia mai visitato in vita mia, niente a che vedere con nessun grande magazzino o shopping centre in Italia. Non mi sto riferendo solo alla quantità dell'assortimento ma anche alla qualità e alla cura con cui tutto viene presentato, semplicemente sublime: lì non ho fatto shopping (a parte una zuccheriera panciuta) ma l'esperienza è stata comunque esaltante per gli occhi e per i sensi tutti.
Postato da: superqueen alle 16:24| | p.link

sabato, gennaio 21, 2006


Love is a Force of Nature

 
Chi conosce anche solo superficialmente la produzione cinematografica di Ang Lee, si stupirà vedendo il suo ultimo lavoro, ‘Brokeback Mountain’, intepretato dalla coppia Heath LedgerJake Gyllenhaal. Innegabile l’eclettismo di questo cineasta di origine taiwanese, capace di spaziare dal dramma familiare al film d’azione alla moda di Hong Kong, alla trasposizione su grande schermo – maldestra, a dire il vero – di un fumetto di successo. Per ‘Brokeback Mountain’, Lee ha rispolverato un tema – l’omosessualità – già trattato nell’esilarante ‘Il Banchetto di Nozze’, trasferendolo però in un tempo (siamo nel 1963) e in uno spazio (Stati Uniti) ben diversi e presentandolo in maniera più interessante ed emotivamente incisiva.
E’ curioso notare come proprio un regista non statunitense sia stato in grado di trattare un argomento che – a quanto pare – è ancora molto discusso dall’opinione pubblica (basti pensare che alcune catene di sale cinematografiche si sono rifiutate di proiettare il film, e che il regista stesso ha deciso di girare in Canada e non nel Wyoming per timore di vedere boicottate le riprese).
Basato su un romanzo di Annie Proulx, il film narra la storia di due giovani custodi di gregge, i quali, sullo sfondo di un paesaggio montuoso affascinante ed aspro, si innamorano l’uno dell’altro, una passione e un amore, il loro, che li unirà per decenni. Tralasciando i facili moralismi (c’è chi ha accusato il film di aver infangato l’archetipo del cowboy), è invece interessante capire come proprio il ‘mito di fondazione’ su cui si basa tale archetipo (il cowboy solitamente è un loner, un solitario, un uomo spesso senza passato e senza futuro, sicuramente senza legami se non con la terra e con la natura che lo circonda) sia collegato ad una visione omocentrica del mondo, dove non c’è spazio per le donne. Basti pensare a romanzi classici della letteratura angloamericana come ‘The Last of the Mohicans’ (Natty Bumppo è l’epitome del ribelle, colui che vive con due uomini, colui che ha addirittura abbracciato una cultura ‘altra’ pur di non arrendersi al potere costituito; quando si innamora, l’oggetto del desiderio è una mezzosangue, Cora, una donna che, come lui, rappresenta l’allontanamento da ciò che è ‘normale’) o come 'The Adventures of Huckleberry Finn', in cui il protagonista, Huck, vive le sue avventure lungo il Mississippi con Jim, diverso da lui perché diverso è il colore della sua pelle (qui poi abbiamo delle implicazioni legate al razzismo).
Anche il genere cinematografico che ha i cowboy come protagonisti, il western, prevede solitamente un mondo di uomini, più o meno fedeli ad un ideale di giustizia, in cui le donne entrano – se lo fanno – solo come madri o come prostitute (secondo l’altrettanto tradizionale binomio santa/puttana). Scegliere due mandriani come protagonisti di una storia d’amore al maschile non getta alcuna ombra malsana su un archetipo già ambiguo di per se (come se gli Stati Uniti non avessero altri valori più importanti da difendere che non la figura del cowboy), tanto più che presto, nella vicenda, l’omosessualità passa in secondo piano, di fronte alla portata, alla violenza e alla maestosità quasi (contraltare emotivo della natura selvaggia) dei sentimenti. L’amore, dice Lee, non ha sesso, non è un sentimento che può essere controllato o rinchiuso dai ricatti emotivi di una famiglia ‘normale’, perché trova sempre il tempo e il modo di uscire allo scoperto.

Postato da: superqueen alle 22:53| | p.link

martedì, gennaio 17, 2006
Da sempre, i Golden Globes (i premi assegnati dalla 'Hollywood Foreign Press Association', ovvero dai giornalisti della stampa estera a Los Angeles) sono la naturale anticipazione della notte degli Oscar, ma anche il primo evento mondano che apre il nuovo anno delle manifestazioni cinematografiche. Come di consueto, quindi, anche quest'anno, al 'Beverly Hilton' di Los Angeles si è assistito alla cerimonia di premiazione, alla quale sono intervenute in massa celebrities più o meno in vista. Come è tradizione consolidata di questo blog, vediamo insieme quel che di bello si è visto sul tappeto rosso (le brutture non sono certo mancate, ma preferisco concentrarmi su altro).



Iniziamo con Gwyneth Paltrow, candidata al premio di miglior attrice in un film drammatico con 'Proof', in cui ha recitato accanto ad Anthony Hopkins e Jake Gyllenhaal. In evidente stato di gravidanza, l'attrice ha scelto un bellissimo abito di Balenciaga, con linea ad Impero, maniche gonfie, gonna a pannelli in chiffon profilati di pizzo, completandolo con una pettinatura raccolta e morbida ed orecchini chandelier in oro e pietre di luna.



Keira Knightley, invece, era candidata al premio di miglior attrice protagonista di una commedia con 'Pride and Prejudice', ennesima trasposizione dell'omonimo romanzo di Jane Austen. Ha indossato un abito candido di Valentino senza spalline, corpetto aderente e punto-vita segnato da un complesso motivo decorativo a nodo; una semplice clutch bag bianca e profusione di diamanti ai polsi completano la sua mise.



Sempre elegante e misurata l'attrice-modella Diane Krueger, che ha scelto un abito di Lanvin in velluto color cremisi, con ampie spalline fermate da spille a barretta e scollatura quadrata; l'acconciatura raccolta è sottolineata da un cerchietto in cristalli.



Charme d'altri tempi per l'attrice Anne Hathaway, tra i protagonisti di 'Brokeback Mountain', film che ha vinto, tra gli altri, il premio di miglior pellicola drammatica. Anne ha optato per un delizioso abito di Marc Jacobs in seta e tulle blu notte, punteggiato da minuscoli strass e sorretto da un'unica spallina; strappy sandals argentati di Jimmy Choo e una pettinatura raccolta sono i degni accessori scelti per l'occasione.



Natalie Portman, protagonista di 'V for Vendetta', di prossima uscita, ha scelto un delizioso little black dress di Chanel, con scollatura a cuore segnata da un profilo di pizzo, lunghezza sotto il ginocchio e piccola spilla-gioiello in vita, un classico senza tempo che mette in risalto il taglio di capelli maschile.



Tra le protagoniste della premiazione c'è stata sicuramente Reese Witherspoon, che si aggiudicata l'ambito premio di miglior attrice per il film-biografia del cantante Johnny Cash 'Walk the Line', nel quale ha intepretato il ruolo di June Cash al fianco di Joaquin Phoenix. Ha indossato un abito vintage di Chanel, con il corpino in tessuto laminato, gonna ampia con sottogonna argentata; anche per lei acconciatura raccolta e orecchini pendenti formati da boules degradè.



Teri Hatcher, candidata per il suo ruolo in 'Desperate Housewives', ha scelto di indossare un bell'abito di Versace, realizzato in chiffon color marrone, completamente ricamato di perline e paillettes, profondamente scollato sul decolletè e sulla schiena.



Ziyi Zhang è intervenuta dopo aver ricevuto una candidatura per miglior attrice protagonista di un film drammatico con 'Memoirs of a Geisha'; ha effettuato una scelta impopolare - un colore vivace per un abito da sera - ma molto apprezzata dalla sottoscritta: ha scelto un abito di Giorgio Armani dalla scollatura a cuore, corpetto segnato da fasce incrociate ed ampia gonna in tulle. Ha completato il look con un bel paio di orecchini pendenti con perle e con un'acconciatura raccolta.



Anche Geena Davis, vincitrice per la categoria 'miglior attrice protagonista di un serial tv drammatico' con 'Commander in Chief', ha scelto un abito dal colore vivace (un bellissimo tono di rosso), firmato Escada. Caratterizzato da un corpetto aderente ed impreziosito da cristalli tono su tono, ha una scollatura a cuore e un piccolo strascico mosso da ruches sovrapposte.



Ultima, ma non ultima, Sarah Jessica Parker, candidata come miglior protagonista di una commedia con 'The Family Stone', primo ruolo importante dopo la conclusione di 'Sex and the City'. Ha scelto un abito di Rochas, completamente decorato da piccole ruches, con scollatura totale e gonna ampia; ha raccolto i capelli in una elaborata treccia fissata sul capo e ha optato per una collana a catena decorata da diamanti.

Qui la fonte delle immagini e qui la lista completa dei premi assegnati.
Postato da: superqueen alle 16:03| | p.link

domenica, gennaio 15, 2006


Qualche notizia sparsa sul fronte 'beauty' in questa freddissima domenica di gennaio.

1 - Nuova acquisizione nell'ambito gloss. Stavolta la scelta è caduta su 'Shiny-licious' di Maybelline, nella tonalità rosso ciliegia (codice 830). Confortevole sulle labbra e non particolarmente appiccicoso, ha un buon profumo fruttato, tanto che sembra di avere sulle labbra una caramella.



2 - Nuova acquisizione anche nell'ambito fard, di cui sono notoriamente appassionata. Dopo aver trascorso anni con la speranza di riuscire ad applicare in maniera corretta la terra abbronzante, ho gettato la spugna a favore del fard in crema, per passare infine a quello in polvere. Un paio d'anni fa mi sono imbattuta nel colore perfetto: un rosa antico acceso ma non sfacciato, 'Bois de Rose Or' (3I), prodotto da Sephora, che però non sono più riuscita a trovare, una volta finito; il degno sostituto quindi è diventato un blush Bourjois, nella tonalità 'Rose Ambrè' (74), opaco e non leggermente iridescente come l'altro, ma il colore è molto simile e quello mi interessava.



Per chi ha la pelle olivastra come la mia, una passata di fard rosa sopra il fondotinta dà un aspetto più sano ed esalta i volumi del viso.

3 - Ultimo ma non ultimo, un profumo proveniente direttamente da Macy's di New York, acquistato da un amico recatosi negli Stati Uniti per lavoro. Si tratta di 'Lovely', profumo ideato da Sarah Jessica Parker e prodotto da Coty [1].



Si tratta di un profumo fiorito, in cui le note di orchidea e di lavanda si uniscono a quelle del legno di rosa e di cedro, di mandarino e mela, chiudendosi in un cuore di muschio, patchouli ed ambra bianca. Ultimamente sto utilizzando l'Acqua di Profumo alle Rose dell'Erbolario, ma penso che lo alternerò volentieri al 'nuovo arrivato'.


[1] Chi ha dimestichezza con l'inglese e volesse sapere come è nato 'Lovely', vada qui e legga il lungo articolo-intervista all'attrice, apparso sul numero di Settembre 2005 di 'Vogue US'.
Postato da: superqueen alle 17:31| | p.link

giovedì, gennaio 12, 2006
Nessuno ha mai avuto dubbi sulla piega che avrebbe preso la carriera di Beyoncè Knowles, sin da quando si affacciò nella scena musicale con le prime Destiny's Child. Il grande successo dell'allora quartetto mise innegabilmente in luce le doti canore della nostra, che ben presto iniziò ad affrancarsi dal suo ruolo all'interno del gruppo, dedicandosi anche alla carriera cinematografica. Divertente la sua interpretazione in 'Austin Powers Goldmember' nei panni di Foxy Cleopatra [1], ma decisamente interessante il video 'Work It Out', parte della colonna sonora del film.

Scenografia tutta vetri colorati e specchi, una band d'accompagnamento, una canzone dal ritmo funky: questi gli elementi salienti di un video che segna un momento importante nella carriera di Beyoncè, ma anche nel suo stile, un sentito omaggio alla Tina Turner degli anni '70, minigonne, frange e big hair. Da notare il ricamo luccicoso 'Virgo' che campeggia sul retro di un paio di jeans, indossati in alcune scene: è noto infatti che il segno zodiacale di Beyoncè è proprio Vergine, come viene precisato anche in questa canzone (a cui partecipa anche Missy Elliott). Il look in questione viene sfoggiato dalla cantante anche in occasione della premiere del film, nel 2002.

Gambotte bene in mostra e una massa di capelli boccolosi mettono in luce una Beyoncè ben conscia di sè, del proprio corpo e delle proprie potenzialità come artista a tutto tondo.
La carriera cinematografica di Beyoncè però non si ferma: sta infatti per uscire l'ennesimo capitolo della saga della 'Pantera Rosa', nel quale lei intepreterà il ruolo di Xania, una pop-star che affiancherà Steve Martin (l'ispettore Clouseau) e Kevin Kline (l'ispettore Dreyfus). In attesa che il film venga lanciato, è già disponibile il video di 'Check On It' [2], che naturalmente farà parte della colonna sonora. Diretto da Hype Williams, si apre mostrando un set completamente realizzato con drappi di color rosa mossi da una wind machine, giusto per mettere in chiaro che il rosa, girly colour per antonomasia, sarà il suo leit-motiv.

Dopodichè, assistiamo, come da tradizione, ad una serie di versioni di Beyoncè, cambiamenti di look che la fanno apparire sotto diverse luci: abbiamo la 'bad girl, giubbetto di pelle rosa con colletto borchiato, orecchini a cerchio e jeans con Pantera Rosa ricamata su una gamba, ma abbiamo anche la 'funky girl' dalle movenze sexy e scattanti, che mette in evidenza addominali perfetti con una maglietta corta e una gonnellina svolazzante, mentre in testa sfoggia una cascata di treccine.

E ancora: romantico maglioncino con collo ad anello, capelli lisci fermati da un cerchietto in tinta per la classica 'brava ragazza', un abitino frou-frou invece viene indossato nelle scene di danza.

Tailleur da donna in carriera (ma scollato dietro) viene invece sfoggiato in accoppiata ad un'acconciatura boccolosissima [3], per un look seducente ma fresco. Poteva mancare la donna rivelatrice e allo stesso tempo misteriosa? Certo che no, quindi ecco la nostra Beyoncè in tutina attillata color rosa shocking (che mette bene in mostra le sue giunoniche cosce) e grande cappello tono su tono in testa.

Infine, ecco l'identificazione totale tra la cantante e il color rosa: qui sotto, su uno sfondo a pois bianchi, Beyoncè indossa un costume in paillettes e una parrucca color confetto, esattamente come quella scelta da Samantha Jones di 'Sex and the City', nell'episodio 'Out of the Frying Pan' (sesta serie).



Oltre ad essere divertente per lo spettatore, questo continuo cambiamento di immagine denota una certa abilità di Beyoncè di piegarsi alle richieste di scena, nonchè una decisa autoironia: chi di voi accetterebbe di indossare una parrucca rosa con tanta nonchalance?

[1] Qualche precisazione sul nome di questo personaggio: nasce dall'unione dei nomi di due famosissime protagoniste della cinematografia blaxploitation, ovvero Cleopatra Jones (intepretata da Tamara Dobson) e Foxy Brown (interpretata dalla strepitosa Pam Grier). A questo proposito, una curiosità: Nicole Richie ha chiamato proprio Foxy Cleopatra il suo adorabile volpino color miele.
[2] La canzone, interpretata da Beyoncè in collaborazione con i rapper Bun B e Slim Thug, è stata inserita nella recente
raccolta di singoli delle Destiny's Child.
[3] Parlare di Beyoncè e di capelli è come muoversi su un terreno minato: dopo essere stata scelta testimonial di L'Oreal ed aver firmato un contratto a molti zeri, è iniziata a circolare la voce che, dietro i cambiamenti di acconciatura, non ci siano i veri capelli di Beyoncè (che devono essere conservati in perfetto stato a seguito del suddetto contratto), bensì delle parrucche.

Le immagini del video sono state trovate qui.

Postato da: superqueen alle 11:22| | p.link

lunedì, gennaio 09, 2006


Grazie a Cherry che mi ha passato il testimone, eccomi con le cinque (o più) mie 'strane abitudini'

- attualmente ho un 'piccolo' problema di dipendenza da Schweppes: ogni settimana faccio una scorta di bottiglie al supermercato, giusto per averne sempre in casa. Se becco l'ingegnere con in mano una bottiglia dall'etichetta gialla, divento una belva (garantito, è già successo)
- tengo sul comodino in camera da letto la collezione completa di miniature Doraemon (quelle che si trovavano fino a qualche tempo fa negli ovetti Kinder, per intenderci)
- ho altri due 'piccoli' problemi di dipendenza, rispettivamente con il Vicks Inalante e con il lucidalabbra di qualsiasi colore e profumo: il primo bisogna togliermelo dalle mani, altrimenti sono sempre lì ad inalare, il secondo lo devo applicare a più riprese nell'arco della giornata, altrimenti non mi sembra di stare a posto
- in generale, sono molto gelosa delle mie cose, specie quando si parla di giornali (la mia collezione di 'Vogue' non si tocca, per nessun motivo), di libri, specie quelli fotografici (a quelli di Helmut Newton non ci si deve nemmeno avvicinare) e di fumetti (qui sono più elastica, basta non 'aprire' la costa del volumetto)
- ogni volta che studio o correggo compiti in classe, prima di andare a letto devo mettere via tutto, anche se il giorno dopo riprenderò a fare la stessa cosa (il che rientra nell'odio per le cose lasciate in giro, da cui la mia fissa per l'ordine)
- mi mordo una nocca della mano sinistra da quando ero bambina: ormai ho un callo vero e proprio; ho tentato diverse volte di smettere, ma non ci sono ancora riuscita, visto che per me è una sorta di anti-stress
- portare sempre al polso destro un bracciale rigido in argento (in qualche mia foto forse si intravede): non lo tolgo mai, nemmeno quando dormo o scrivo
- correggere i compiti con una penna rossa ad inchiostro liquido e punta spessa, una sorta di pennarello. In generale, diciamo che ho sviluppato una fissa per le penne rosse: nell'astuccio ne ho diverse, ma la maggior parte non hanno la punta abbastanza spessa
- andare a prendere in garage la legna per la stufa ascoltando 'Hung Up' di Madonna
Postato da: superqueen alle 18:31| | p.link

venerdì, gennaio 06, 2006


...And a Blonde Beauty for Miuccia

Deciso cambio di immagine anche per Miuccia Prada, la quale ha scelto per la campagna-stampa p/e 2005/2006 un volto noto ma non più giovanissimo - quello di Kim Basinger. Attrice famosissima negli anni '80 (grazie a questo strip e a questo film entrò nell'immaginario erotico comune) e negli anni '90 (splendida la sua interpretazione à la Veronica Lake in questo film noir), la Basinger - 52 anni suonati - è stata scelta dalla Prada appunto perchè è una donna 'matura' che può rappresentare alla perfezione l'idea sottesa alla collezione Miu Miu, definita 'elegante ma non rigorosa, romantica ed ironica' come la linea principale spesso non è.



Questa immagine, apparsa in anteprima sull'edizione italiana di 'Vanity Fair' del 5 gennaio 2006, ha fatto il giro del mondo: scattata da Inez Van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, vede la Basinger mollemente stesa su un letto, inserito in un ambiente raffinato pieno di specchi, panneggi e statue antiche. Le gambe bene in vista mettono in risalto le Mary Jane bianche tempestate di cristalli (anche sul tacco), già divenute oggetto del desiderio per le donne di mezzo mondo.



Stessa ambientazione ma ripresa dall'alto: compare anche un tappeto pelosetto sul pavimento, mentre la Basinger indossa un abito bianco e nero con sopragonna gonfia e corpetto sagomato. Il titolo dell'articolo in cui sono inserite le immagini recita, giustamente, 'Quanti Anni Mi Dai?' e fa riferimento, in qualche modo, al fatto che qui la Basinger non sembra certo una cinquadueenne. Miracoli del Photoshop [1]? Certamente! Nessuno è ormai così ingenuo da pensare che non ci sia nessun ritocchino digitale dietro queste immagini. Allora, visto che le cose stanno così, mi chiedo cosa sottenda davvero una decisione tale: non vediamo la vera bellezza di una cinquantenne, ma l'ennesima donna patinata, resa giovane da un intervento esterno. Miuccia Prada probabilmente vuole fare presa su una fetta di mercato che finora si è concentrata più su Prada che su Miu Miu, e pensa che l'opzione Basinger possa risultare vincente. Sarebbe invece interessante capire davvero il motivo di questa scelta, visto che si tratta di un'inaspettata inversione di rotta: fino a questo momento, infatti, le testimonial Miu Miu sono sempre state attrici giovani, se non addirittura giovanissime all'epoca: basti pensare a Drew Barrymore e a Chloe Sevigny (che posarono nel 1995), a Maggie Gyllenhaal (che posò nel 2004, per l'obiettivo di Terry Richardson), a Ludivine Seigner (stagione p/e 2005) e al terzetto Selma Blair-Lou Doillon-Evan Rachel Wood (stagione a/i 2005/2006).
Tenendo conto di questo trend (nel post precedente abbiamo visto come anche Donatella Versace preferisca ultimamente le donne alle modelle o alle celebrities giovani), potremmo addirittura avanzare un'ipotesi: la Versace e la Prada, donne affascinanti ma non nel fiore dell'età, cercano una propria controparte glam che rappresenti - anche visivamente - se stesse e il loro prodotto, un simbolo di carattere in cui riconoscersi per prime, e questo va a cozzare con le scelte effettuate dai loro colleghi. E' degli ultimi giorni [2], infatti, la notizia che Lindsay Lohan sarebbe stata scelta da Karl Lagerfeld come nuovo volto Chanel, un'attrice di appena vent'anni che rappresenterà una delle più prestigiose ed antiche case di moda. Probabilmente, anche nel mondo della moda, le donne suppliscono al passare degli anni con la forza interiore e il fascino della maturità che nessuna ragazzina può avere, mentre gli uomini - perennemente alla ricerca dell'eterna giovinezza, ancor più delle donne - scelgono come punti di riferimento delle giovani bellezze, attingendo da loro quella freschezza che loro hanno ormai perso.

[1] A questo proposito, l'attrice britannica Keira Knightley ha recentemente dichiarato che il suo segreto di bellezza sono i ritocchi digitali che vengono apportati alle sue immagini, prima di essere pubblicate sui giornali.
[2] Altrettanto recente è la campagna-stampa Jimmy Choo per la stagione p/e 2006, che vede protagonista Nicole Richie, altra 'protetta', assieme a Lindsay Lohan e Mischa Barton, di Rachel Zoe.
Postato da: superqueen alle 10:04| | p.link

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