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giovedì, ottobre 27, 2005


Come potete notare, il blog si è rinnovato: un nuovo header (zucche [1] per tutti i gusti, anche in mano a una Christina Aguilera completamente struccata), ma anche una nuova colonna a sinistra. Grazie ad un suo consiglio, ho deciso di eliminare i link ad altri blog e di risistemare l'ordine degli argomenti: in cima la lavagnetta, poi i video, la musica che ascolto, il cinema, 'Vorrei Ma Non Posso' e via dicendo. Non me ne vogliano coloro che avevo linkato: non vuol dire che non legga più i loro blog, ho semplicemente adottato un'altra soluzione, decisamente più funzionale e pratica, che mi permette di avere gli aggiornamenti su quel che di nuovo viene scritto. L'idea iniziale era quella di togliere anche gli altri link (riviste di moda, musica, cinema e letteratura; mi chiedo: 'servono effettivamente a qualcuno, fuorchè alla sottoscritta?'), prima o poi la metterò in atto, in modo da snellire ulteriormente la suddetta colonna.

Alcune anticipazioni: nei prossimi giorni un dettagliato post sull'ultimo video di Madonna (se riuscirò a vederlo in versione integrale), le immagini della mia zucca di Halloween, il resoconto sulla ricerca di un paio di guanti lunghi fino al gomito (probabilmente non andrà a buon fine, ma ci spero ancora) e sulla serata del 31 ottobre (io e l'ingegnere si andrà - spero - a vedere il nuovo creepy movie di Tim Burton). Nel frattempo, devo finire di scrivere la programmazione didattica per le mie classi, l'ispirazione latita e mi ridurrò come sempre all'ultimo momento, sigh.

 
[1] Qualche informazione sulle immagini: la prima a sinistra ritrae la vetrina di una modisteria a Berlino (immagine scattata durante il viaggio di nozze, ci si vede anche un po' riflessi sullo specchio in fondo), quella piccola in basso - un carretto pieno di zucche - è sempre stata scattata a Berlino, a Nikolaiviertel.

Update: grazie a lei, ora vedete il collage a destra leggermente modificato e con un bell'augurio per un ottimo Halloween. Grazie, Isa, sei stata gentilissima (e brava)!
Postato da: superqueen alle 18:58| | p.link

lunedì, ottobre 24, 2005


Finalmente una novità: per sopperire alla mancanza di aggiornamenti del fashion reality show di questo blog, nella colonna di sinistra troverete 'SQ's Blackboard', su cui la sottoscritta annota pensieri, riflessioni e quant'altro circa quel che succede là fuori. Ho comprato la lavagnetta in questione la scorsa estate, in preda alla malinconia per la fine dell'anno scolastico, come se la ben nota superficie scrivibile e una serie di gessetti colorati mi potesse far provare ancora il piacere dell'insegnamento. Mi sono creata in casa una piccola aula scolastica, quindi, ed ogni tanto è davvero soddisfacente poter dire all'ingegnere 'Go to the blackboard, please' per annotare la lista della spesa.

Come si può ben intuire, la frase che attualmente campeggia sulla lavagna è liberamente ispirata al monologo di Celentano incentrato sull'opposizione 'lento-rock', pronunciato durante la prima puntata di 'Rockpolitik'. Ho piegato uno dei versi del monologo in base ai miei gusti culinari: viva la minestrina (di cui sono appassionata cultrice) e abbasso la carbonara (che mi piace, ma non c'è paragone con la minestrina)!
Postato da: superqueen alle 19:34| | p.link

domenica, ottobre 23, 2005
Chi segue regolarmente questo blog conosce bene una delle mie passioni più grandi - la fotografia di moda. Spesso e volentieri, spulcio le edizioni on-line di 'Vogue US' e 'W' alla ricerca di qualche novità. Di solito capita di imbattersi in qualcosa di interessante e visivamente innovativo, ma stavolta si è andati oltre: grazie allo spunto trovato qui, ho avuto modo di ammirare un servizio di Annie Leibovitz apparso nel numero di dicembre 2003 di 'Vogue US'. L'ispirazione è naturalmente 'Alice's Adventures in Wonderland' di Lewis Carroll, romanzo eccentrico che ha ispirato diverse forme artistiche (ultimo, ma non ultimo, il video del debutto solista di Gwen Stefani); la Leibovitz, d'altro canto, non è nuova alla trasposizione di fiabe in immagini, basti ricordare la rilettura data di 'Beauty and the Beast', con protagonista Drew Barrymore. Nel caso del servizio fotografico ispirato alle avventure di Alice, quel che colpisce, a parte l'ambientazione [1], sono i protagonisti: la top-model Natalia Vodianova è Alice, mentre gli altri bizzarri personaggi del romanzo sono interpretati da designer di successo, da Olivier Theskyens a Nicolas Ghésquiere, che appaiono in scena assieme ai vestiti da favola creati da loro stessi.



'Curioser and Curioser': Natalia in compagnia di Olivier Theyskens, mente di Rochas. L'abito che indossa è un pezzo unico, un tripudio di crinolina e volant creato appositamente per questo servizio fotografico. Theyskens interpreta il ruolo di Charles Lutwidge Dodgson, esimio professore di matematica presso l'università di Oxford, noto ai lettori di tutto il modo come Lewis Carroll, nom de plume con il quale pubblicò due romanzi, 'Alice's Adventures in Wonderland' e 'Through the Looking Glass', a prima lettura semplici romanzi per bambini, ma in realtà lucide e sarcastiche visioni della società Vittoriana, con i suoi riti, i suoi pettegolezzi, la sua ipocrisia. Carroll è passato alla storia anche come fotografo, ed è per questo che Thyeskens viene ritratto appoggiato ad una macchina fotografica antiquata.



'Down the Rabbit Hole': Tom Ford, allora designer per Yves Saint Laurent, è il Bianconiglio, elegantissimo nel suo completo candido con gardenia appuntata alla giacca; assieme a lui, Natalia/Alice precipita verso l'ignoto, iniziando così una strabiliante avventura.
Natalia indossa un abito azzurro in satin di seta con ampia scollatura quadrata, balza sul fondo e maniche a calice.



'Drink Me': Alice diventa una gigantessa, dopo aver bevuto una pozione magica a cui non ha saputo resistere. Natalia indossa un mini-abito di Helmut Lang in organza fittamente plissettato.



'Advice from a Caterpillar': Marc Jacobs, seduto sul cappello di un fungo, è il bruco a cui Alice chiede consiglio per tornare alla sua grandezza naturale. "One side will make you grow taller, and the other side will make you grow shorter" è il consiglio del bruco, il quale si riferisce naturalmente al fungo su cui è accoccolato. 
Ancora azzurro per il mini-abito a volant di Marc Jacobs indossato da Natalia Vodianova.



'Pig and Pepper': Karl Lagerfeld appare in uno scatto che ricorda la concitata scena a casa della Duchessa - troppo pepe nell'aria e la metamorfosi di un infante in maialino.
Un completo di Chanel Haute Couture è stato scelto per questa immagine: una giacca in satin dalle maniche ampissime fittamente ricamate e una gonna in satin drappeggiata sul davanti e con piccolo strascico, indossati con alti stivali color crema.



'The Cheshire Cat': Jean Paul Gaultier, con il suo inseparabile sorriso sornione e la maglietta a righe bianche e rosse, è appollaiato su un albero, personificazione dello Stregatto, gatto che appare e scompare a proprio piacimento e consiglia alla bambina di recarsi dal Cappellaio Matto ("I've often seen a cat without a grin, but a grin without a cat!", osserva Alice).
Alice/Natalia indossa un abito drappeggiato in jersey di seta.




'Tweedledum and Tweedledee': Viktor e Rolf interpretano i due gemelli dispettosi che Alice incontrerà anche nella sua avventura 'attraverso lo specchio'. Qui Natalia indossa una giacca in seta azzurra, segnata in vita da una fascia ed impreziosita da una straordinaria scultura multistrato in organza su spalle e collo



'The Mad Tea Party': il cappellaio più famoso del Regno Unito, Stephen Jones, non poteva che interpretare il ruolo del Cappellaio Matto, maestro di cerimonia al tè più bizzarro della letteratura. La Lepre Marzolina è invece interpretata da Christian Lacroix.
Il look scelto per Natalia comprende una giacchina accollata in visone tinto, indossata con una gonna riccamente decorata da innumerevoli strati di volant in tessuto lamè e con una camicetta in pizzo di Christian Lacroix Couture.



'Who stole the tarts?': nel servizio fotografico è rievocata anche la celeberrima partita a croquet voluta dalla bisbetica Regina di Cuori, il cui ruolo è stato affidato a John Galliano, accompagnato da Alexis Roche. Natalia, che indossa un abito-scultura a pois dipinti a mano di Dior Haute Couture, tiene in mano un fenicottero rosa, usato come racchetta da croquet.



'The Mock Turtle's Story': Donatella Versace e Rupert Everett interpretano rispettivamente il Grifone e la Falsa Tartaruga, che intrattengono Alice con una lacrimevole storia di infanzia perduta, appartenente ad un passato felice ma remoto.
Tulle e chiffon a strati compongono questo bellissimo abito di Atelier Versace indossato da Natalia (gli appassionati di 'Sex and the City' lo ricorderanno addosso a Carrie Bradshaw nel penultimo episodio della sesta serie).




'Through the Looking Glass': la storia per immagini si conclude con uno specchio, il mezzo tramite cui Alice, una volta tornata a casa, potrà nuovamente passare in un mondo parallelo (naturalmente si fa riferimento al secondo romanzo di Carroll che la vede protagonista). Nicolas Ghesquiere, designer per Balenciaga (qui appare mollemente seduto su una poltrona rivestita di velluto operato), ha disegnato il mini-abito in chiffon con grande medaglione plissè sulla schiena indossato da Natalia.

Una considerazione prima di concludere: la stylist del servizio, Grace Coddington, ha voluto uniformarsi alla tradizionale iconografia di Alice, scegliendo abiti azzurri e completando quasi sempre il look della modella con un fiocco di raso a trattenere i capelli.

[1] Il servizio è stato realizzato presso lo Château de Corbeil-Cerf.

Postato da: superqueen alle 16:12| | p.link

giovedì, ottobre 20, 2005
Dopo aver parlato estesamente delle 'it bags' più famose - ho evitato le Balenciaga solo per decenza, visto che sono al braccio di tutte le celebrities - ora è la volta di borse che non passeranno mai di moda, visto che mantengono pressochè inalterati i loro modelli da più di cinquant'anni. Sto parlando delle borse Chanel, che negli ultimi tempi sono state scelte da diverse signore dello show-biz; vediamone alcune.



Sia Heidi Klum che le sorelle Hilton hanno optato per un modello appartenente alla 'Ligne Chambon', con cui si sono riproposti in chiave moderna stilemi caratteristici delle borse Chanel - la pelle matelassè e la celeberrima doppia 'c' incrociata - uniti a colori inediti (soprattutto il rosa) e a forme e dettagli più funzionali. Heidi Klum ha scelto una shopping bag nera con logo bianco, Paris ha scelto il modello bowling in nero e rosa fucsia, mentre Nicky porta con se il modello multitasche in rosa chiaro e nero.



Quel che stupisce delle borse Chanel, anche le più classiche, è il loro resistere alle mode del momento, rimanendo salde nel loro ruolo di status symbol ma soprattutto di accessori dalla fortissima personalità, capace però di adattarsi allo stile di chi le indossa. Un esempio evidente è questa tote bag piuttosto grande, in semplice pelle nera, dai manici a catena, portata dalle sorelle Mary Kate ed Ashley Olsen: sta bene ad entrambe, addolcendo lo stile - a volte sconcertante - della prima e completando il look più semplice della seconda.



Tra le appassionate di borse Chanel c'è anche Rachel Bilson, tra le protagoniste di 'The O.C.'. Nell'immagine qui sopra indossa un modello 'Caviar', realizzato in pelle matelassè, con pattina rettangolare chiusa da una doppia 'c' in metallo, doppi manici a catena e piccola fascia di pelle. La versione più classica ha un singolo manico a catena e pelle, ma questa è una riedizione recente, caratterizzata da un pellame leggermente metallizzato.



L'altra protagonista di 'The O.C', Mischa Barton, è una grande fan delle borse classiche Chanel. Nell'immagine a sinistra, la vediamo con una 'Flap Bag' color argento (dai caratteristici manici in catena di metallo e pelle), mentre a destra porta una 'Precious Symbols', una borsina molto speciale perchè decorata dai simboli della maison, ovvero la gardenia, il numero 5, la doppia 'c' e il quadrifoglio. La borsa che indossa Mischa è in velluto, ma esiste anche una versione in pelle lucida.



Anche Nicole Richie è stata recentemente vista con una borsina Chanel in mano: nel suo caso, si tratta di un modello ispirato all'originale modello '2.55', inventato negli anni '50 da Coco Chanel in persona, con doppia catena e chiusura metallica senza doppia 'c'. La borsa in questione appartiene alla collezione 'Paris-Tokio' [1], i cui modelli sono realizzati in pelle metallizzata.



Nuova adepta di borse Chanel è Paris Hilton, che ha iniziato ad indossare i modelli più preziosi ed esclusivi: a sinistra la vediamo con un modello bianco in pelle trapuntata, con profili in pelle liscia, chiusura toggle in metallo e manico corto, da portare al braccio, mentre nelle altre due immagini la vediamo con uno dei modelli di punta della collezione a/i 2005/06, ovvero la 'flap bag' realizzata in tweed e pelliccia.



In questa nostra carrellata poteva mancare l'unica celebrity che ha un fiuto incredibile per le borse, ovvero Lindsay Lohan? E' evidente però che la sua stylist preferisce farle indossare abiti Chanel, scegliendo altre marche per gli accessori (conosciamo bene il legame tra Lindsay, le borse Chloè e le Balenciaga); nonostante ciò, eccola un bel po' di tempo fa, quando aveva ancora i capelli castani, con una tote bag in tessuto matelassè impreziosita da una doppia 'c' e dai manici ricoperti da passamaneria luccicante. Lo stesso modello è stato visto anche addosso a Mischa Barton.



Concludiamo con un modello molto particolare e raro, visto sia su Jessica Alba (nell'immagine con il regista Robert Rodriguez), sia sull'attrice francese Elodie Bouchez (in occasione dell'ultimo Festival di Cannes): ispirato ad un modello d'archivio, ha una forma rotonda, è realizzato in plastica colorata (beige nel caso della Alba, blu in quello della Bouchez) tempestata di strass, ha una lunga tracolla in cordoncino arrotolato e delle frangette sul fondo.

Secondo il parere della sottoscritta, comprare una borsa Chanel era ed è un investimento, visto che alcuni modelli - quelli più tradizionali - vengono prodotti di anno in anno senza evidenti variazioni stilistiche; è stata lanciata da poco la linea 'New Mademoiselle', ispirata ad una borsa Chanel anni '60 (rimangono le impunture, ma verticali), e scommetto che presto anche i nuovi modelli diventeranno dei classici. Per restare aggiornati sulle novità della maison parigina (non solo accessori ma anche abiti e cosmetici), consiglio vivamente di farvi un giretto qui.

[1] La collezione 'Paris-Tokio' è stata lanciata in occasione dell'apertura del megastore Chanel nel distretto di Ginza, a Tokio, avvenuta nel dicembre 2004.
Postato da: superqueen alle 02:14| | p.link

lunedì, ottobre 17, 2005


Dopo una domenica affaccendata - mi sono impegnata su più fronti, dalla preparazione di una torta alle mele e cioccolato allo stiro di una montagnola di panni, pur di rilassarmi - è arrivato il gran giorno, ovvero l'ingresso nella scuola dove ho studiato, stavolta in qualità di insegnante. Vi è mai capitato di tornare,a distanza di tempo, nella scuola in cui siete stati studenti? Avete notato come cambia la prospettiva, come tutto è familiare ma al tempo stesso estraneo? Avete notato come il tempo copre anche i ricordi più brutti di un velo nostalgico? Ecco, io l'ho notato stamattina, quando ho attraversato l'atrio già affollato, quando ho salito le scale che portano al secondo piano, quando sono entrata in quello che è sempre stato considerato il sancta sanctorum (la sala insegnanti). Nel momento in cui ho incontrato le mie insegnanti di inglese e di italiano/latino, però, è stato come un colpo di spugna sui dieci e passa anni che dividono quella che sono io oggi e la mia versione 'liceale', è stata una sensazione piacevole e confortante ritrovare persone che si sono stimate come insegnanti, persone che ti conoscono da anni e che sanno quello che sei stata. Le classi...beh, c'è del buono e del meno buono, come in qualsiasi scuola; ci sarà da lavorare, da arrabbiarsi, da aiutare e da spronare, mi attende una sfida notevole ma non sono intimorita, le sfide educativo-didattiche sono il mio pane quotidiano, ormai.
Un'ultima considerazione: come avevo già avuto modo di notare (e come ha pertinentemente messo in chiaro lui), è ormai evidente che lo 'spirito del metallo' sopravvive grazie al 'sangue giovane'. Ragazzini di quattordici anni ascoltano quasi esclusivamente Metallica, Deep Purple (gasp!), Iron Maiden e AC/DC, facendomi arrivare alla conclusione che gli anni che ci dividono da 'Power Slave' (per dirne uno) è come se non ci fossero mai stati. Sarà il suono ad alta carica testosteronica, sarà l'appeal dei testi, sarà chissà cosa, ma l'heavy metal è vivo e vegeto, imperturbato dal succedersi delle generazioni.
Postato da: superqueen alle 16:15| | p.link

giovedì, ottobre 13, 2005


David La Chapelle, uno dei fotografi più eccentrici dell'ultima generazione, ha la straordinaria capacità di trasformare un semplice redazionale in un'opera d'arte contemporanea, collegandola ad una serie di riferimenti della cultura dell'oggi attraverso uno spirito indomito e sarcastico. 'Shoes Portfolio', che appare sul numero di Ottobre di 'Vogue Italia', doveva essere un reportage sulle scarpe più particolari della stagione invernale, ed invece...Potete vedere il risultato qui sotto. Scegliendo abiti rappresentativi dei più famosi (o stravaganti) stilisti del momento, La Chapelle ha messo in scena dei ritratti apocalittici, che riecheggiano in maniera palese diverse espressioni della cultura popolare statunitense - l'aereo schiantato di 'Lost' [1], ma anche il motore d'aereo che piomba nella camera del teenager inquieto interpretato da Jake Gyllenhaal, entrambi simboli, in qualche modo, del post-11 settembre - ed eventi di cronaca recente - i sacchetti di sabbia vani ostacoli alla furia dell'uragano Katrina. Il paesaggio che vediamo devastato è quello della classica provincia americana - case con vetrate, bovindi, colonne imbiancate e rivestimenti in legno - in cui l'inquietudine dell'esterno irrompe con violenza inaudita.

Il piumino in seta trapuntata di Viktor & Rolf è probabilmente uno dei capi più importabili mai concepiti da mente umana: è una giacca lunga fino ai piedi con annesso cuscino (l'idea era quella di riprodurre una coperta con cuscino), che si staglia alla perfezione con l'ambiente circostante di rovine e macerie. Non è un caso che nella scena appaia anche un bambino: qualche riferimento forse alle 'casalinghe disperate' più famose dell'etere?

Un divano bianco si è salvato miracolosamente alla tragedia, e su di esso si appoggiano due modelle che indossano abiti di paillettes con profili o pois a contrasto di Luella; l'atmosfera è quella degli anni '60, come si evince dal make-up e dalle acconciature delle ragazze, ma anche dalla linea retrò dell'abat-jour che una tiene in mano, unico, vano ricordo di un mondo in disfacimento.

Una piccola radio portatile, ormai fuori uso, invece, è l'oggetto di uso quotidiano che rimane in mano ad una delle protagoniste di questa scena, abbigliate con giacca da smoking e camicia con ruches sul colletto ed abito in taffetà a palloncino di Yves Saint Laurent Rive Gauche, i capelli da 'signorina perbene', acconciati ad onde come si usava negli anni '40, in contrasto con il tocco sexy del reggicalze a vista.

Qui si vede bene una parte del corpo dell'aereo sullo sfondo, che porta la distruzione della casetta sulla sinistra: la modella è l'unica stralunata presenza tra le macerie, una viaggiatrice che si trascina dietro un trolley nero, quasi incurante di quello che la circonda. Indossa una giacca di lana con applicazioni metalliche di Yohij Yamamoto.

Anche qui è visibile una parte dell'aereo ormai distrutto, ma in primo piano c'è una barella di metallo, su cui sono adagiate due modelle, che indossano rispettivamente un mini-abito [2] con linea ad Impero in crystalmesh e baby-doll in chiffon con gonna in astrakan di Dolce & Gabbana. Come in una delle immagini precedenti, le acconciature (fasce sui capelli cotonati) e il make-up (lunghissime ciglia finte, trucco degli occhi sui toni dell'argento) richiamano lo stile anni '60 e sottolineano l'idea delle 'aliene cadute dal cielo', provenienti da chissà quale mondo parallelo.

L'abito in seta e tulle ricamato di Comme des Garçons, una sorta di apparizione avulsa dalla realtà, va a contrastare con l'ambiente circostante; l'estraneità della donna al disastro è sottolineata dal trolley bianco che porta con se (un'altra viaggiatrice 'aliena'?) e dall'ombrello malandato che tiene in mano, un po' retaggio di un passato remoto, un po' snobismo fuori luogo.

Le giacche militari decorate da alamari, pantaloni in lana e cachemire, indossate con cinture con borchie e frange di Undercover, richiamano l'emergenza vissuta dagli Stati Uniti a causa della violenza dell'uragano Katrina: a cosa altro potrebbero riferirsi quei sacchetti gonfi di sabbia che vediamo al di là della rete e che le modelle passano di mano in mano? Lo scenario è squallido, una specie di landa desolata in cui spicca una collinetta rivestita di nylon nero.

La Chapelle non è nuovo a questo tipo di immagini - il precedente più immediato è la famosa immagine del bel tenebroso con la sega elettrica in mano realizzata per 'L'Uomo Vogue' - ma nel caso di 'Shoes Portfolio' si sottolinea il divario tra lo scenario e le persone che lo abitano, in qualche modo segno estremo di quella spettacolarizzazione delle catastrofi (naturali o causate dall'uomo) che è sempre, costantemente sotto gli occhi di tutti, ad ogni edizione di tg.

[1] Qui è possibile vedere due spot televisivi per il serial 'Lost' girati da David La Chapelle; nella stessa pagina, è visibile anche lo spot girato per 'Desperate Housewives'.
[2] Una curiosità: l'abito a sinistra è stato indossato ieri da Simona Ventura nell'appuntamento settimanale con 'L'Isola dei Famosi 3'.

Postato da: superqueen alle 16:09| | p.link

mercoledì, ottobre 12, 2005


Ecco: con oggi si conclude la mia esperienza di insegnamento a Vicenza. I miei alunni di quinta si sono lamentati perchè qui non ho parlato mai direttamente di loro, ma non avrei saputo cosa scrivere, davvero: mi hanno accolta in maniera splendida, sono stati gentili e quasi sempre attenti alle mie lezioni (ok, il chiacchiericcio in ultima fila è fisiologico), sono ragazzi seri, con voglia di imparare e di capire il mondo, non i soliti adolescenti lobotomizzati dal calcio e dalla tv. Ragazzi, non ho scritto niente su di voi prima ma lo faccio senz'altro adesso che non sono più vostra prof, dicendovi che oggi, quando sono uscita dalla vostra classe, me ne sono andata con il cuore un po' gonfio, dispiaciuta di non aver potuto fare tutto quello che avevo progettato e addosso un po' di nostalgia perchè con voi mi sono trovata bene. La vita va così, prende delle strade inaspettate, non necessariamente migliori di quelle intraprese, ma comunque diverse. A questo proposito, ecco svelato l'arcano: 'l'inaspettato ma desiderato, sentiero' (che molti lettori hanno interpretato come un bimbo in arrivo, ma in qualche modo un infante c'entra) in realtà è una nuova supplenza. Da lunedì inizierò ad insegnare nel liceo scientifico di cui, anni fa, sono stata studentessa; così si realizza il sogno di una vita: tornare, con un ruolo e una consapevolezza diversi, nel luogo che mi ha vista impegnata sui libri per cinque anni, con tutto il carico di ricordi, frustrazioni, successi e delusioni dell'epoca, ma anche con la soddisfazione provata due anni fa (quando lì sono tornata come tirocinante). Ai più sembrerà una scemenza (che sarà mai: è una supplenza come un'altra) ma per me così non è: intanto sostituirò un'insegnante che andrà in congedo per maternità (ecco che c'entrava), quindi c'è la possibilità di insegnare fino a fine anno scolastico, poi è come una rivincita su un passato ormai lontano che la vita mi offre.
Postato da: superqueen alle 15:29| | p.link

martedì, ottobre 11, 2005


Sembra che l'attività di segugi si addica alla perfezione ai miei alunni di quinta: non solo sono riusciti a rintracciare il blog modaiolo su cui scrivo (non hanno lasciato commenti ai diversi reportage delle sfilate parigine e posso capirli), partendo da due parole che ho detto in merito, ma sono arrivati anche qui. La cosa mi ha lasciata un po' perplessa - cambieranno l'opinione sulla sottoscritta dopo aver letto il mio passato? - ma non mi faccio certo perdere d'animo, anzi: visto che da giovedì non sarò più la loro prof, in fin dei conti mi fa anche piacere che mi conoscano al di fuori del ruolo istituzionale che ricopro.

Sono giornate, queste, infarcite di pensieri, di progetti per il futuro, di confusione e di una certa instabilità, ma forse aspettavo proprio un periodo del genere per tornare a concentrarmi su quella che sono, su cosa desidero per me e per chi mi sta intorno. Le giornate passano, veloci, accompagnate da musica elettronica che mi si addice particolarmente (vi consiglio di ascoltare 'Girls'), e la mia vita sta per imboccare un altro, inaspettato ma desiderato, sentiero. Resto sul vago perchè così ho promesso ai miei nuovi, giovani lettori. A proposito: ragazzi, mi raccomando, se proprio dovete commentare, uscite dall'anonimato, va bene?
Postato da: superqueen alle 18:33| | p.link

domenica, ottobre 09, 2005
Negli ultimi tempi, il mensile statunitense 'W' (gruppo Condè Nast) si sta rivelando un'inesauribile fonte di notizie piuttosto interessanti, tra cui spicca questo articolo, corredato da un servizio fotografico di Steven Klein, che segna il prossimo ritorno sulle scene di Tom Ford. Ora, presentare in due righe il designer che più di ogni altro ha influenzato lo stile dell'ultimo decennio è praticamente impossibile, basti però tenere in mente quanta importanza ha avuto il suo tocco magico nel dare nuova vita a due marchi al tempo parecchio appannati, ovvero Gucci e Yves Saint Laurent. In particolare, la trasformazione di Gucci, da maison storica decisamente datata a griffe agognata dalle donne di entrambi gli emisferi, è avvenuta secondo un processo perfettamente cadenzato ed elaborato: Ford ha saputo tracciare uno stile sexy, misterioso, a volte sfacciato (chi non ricorda questa immagine scandalo?), moderno, perfettamente in linea con quello che il mondo della moda stava aspettando. Questo designer di origine texana, bello come un modello (professione che ha effettivamente svolto negli anni '80, quando frequentava lo Studio 54 di New York), elegante nei suoi completi neri o bianchi, ha introdotto una miriade di innovazioni stilistiche geniali: il bustier-corazza, il kimono e la cintura-obi, la pelliccia colorata, lo stile gotico-zingaresco, giusto per citarne alcune [1]. Parlava delle sue due anime - Gucci da una parte e Yves Saint Laurent - come di due amanti: "Gucci è un po' più ovvio di Yves Saint Laurent. La donna YSL potrebbe legare il suo uomo e colargli addosso della cera prima di fare sesso. La donna Gucci fa sesso e basta". Nel 2004, però, il sogno finisce, con l'uscita di Tom Ford e di Domenico De Sole dal gruppo Gucci; il futuro della casa di moda fiorentina è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno, fino a qualche tempo fa, sapeva che strada avrebbe preso Tom Ford. Si parlava di cinema, di desiderio di aprire i propri orizzonti verso altri mezzi espressivi; ora, nella lunga intervista rilasciata a Bridget Foley e Jane Larkworthy, i contorni di nuovi progetti si fanno più definiti: nell'autunno 2006, uscirà una fragranza e una linea di cosmetici con il suo nome, prodotti da Estée Lauder, ma presto la casa di prodotti cosmetici americana farà debuttare altri due progetti firmati da Ford - una riedizione del classico 'Youth Dew' (si chiamerà 'Youth Dew Amber Nude') e una collezione make-up, 'Azurée', per la prossima primavera.
L'intervista è anche il mezzo per discutere e commentare un servizio fotografico piuttosto audace, in cui Ford appare addirittura nudo; il concept che sta alla base del servizio fotografico è una constatazione riguardo la società contemporanea, dove tutto è perfetto, patinato, gonfiato, tirato e glabro, dove l'uomo sta progressivamente assumendo un aspetto che travalica la naturalezza della forma umana. Quale modo migliore di rappresentare questo se non introducendo dei manichini [2]? I manichini - presenze immobili ed assorte nella loro fissità, vestiti all'ultima moda, con gioielli, pellicce ed abiti sexy - sono l'oggetto su cui Ford proietta i suoi desideri: questo può essere letto anche in maniera autoironica - Ford come il burattinaio, colui che impone, manipola e dirige, in uno scenario tra l'apocalittico e il futurista. Ford rappresenta naturalmente il mondo della moda, conscio di come ogni modello di abito, ogni linea di abbigliamento faccia riferimento ad un canone estetico sempre più lontano dalla realtà, un canone che avvicina l'uomo alla plastica, letteralmente (basti pensare alle sostanze usate nella chirurgia estetica e in quella cosmetica).




Ford nelle immagini gioca anche con il concetto sempre più labile di identità sessuale: le donne sono trasformate in manichini, mentre gli uomini hanno fisici perfetti che li fanno sembrare tutti irrimediabilmente uguali. Ford, con in mano quella specie di spazzola levigante, assume decisamente il ruolo di 'plasmatore' di un'estetica geneticamente manipolata. Nell'intervista, si fa anche riferimento ai diversi mezzi con cui oggi si intende raggiungere la 'bellezza': "un tempo", dice Ford, "la bellezza erano creme e lozioni, oggi è il Botox", e questo la dice lunga sullo stato della società attuale. A detta di Ford, comunque, le immagini non sono una critica di questo stato di cose, ma solamente una sua rappresentazione metaforica.




Infine, ecco Tom Ford a letto con due manichini (vestiti Rochas): ne bacia uno e ne tocca un altro. Il motivo per cui Ford ha deciso di posare nudo [3] è legato sostanzialmente all'economia del racconto fotografico: essendo il creatore e il manipolatore dei manichini ed essendo a loro unito da un bizzarro legame d'attrazione, sembrava naturale che ci andasse a letto insieme. Inoltre, il designer ha ammesso di essersi voluto denudare per par condicio: dopo aver 'artisticamente' spogliato migliaia di donne (tutte coloro che hanno indossato certi modelli arditi da lui concepiti), era arrivato il suo momento.

[1] Il volume 'Tom Ford' è un vero e proprio compendio di questi anni straordinari: sono raccolte le più belle immagini degli archivi Gucci e Yves Saint Laurent, con introduzione di Anna Wintour.

[2] Steven Klein non ha inventato nulla, facendo interagire uomini e manichini, visto che negli anni '70 Helmut Newton realizzò una serie di scatti per Vogue France (l'intento era realizzare 'scatti pornografici'), con manichini da soli o con umani, ritratti in situazioni piuttosto compromettenti.
[3] Le ammiratrici (e gli ammiratori) del bel Tom sappiano che il suo corpo non differisce da quanto vediamo nell'immagine, almeno a detta del diretto interessato. Onestamente ci credo poco: per quanto possa essere atletico un corpo maschile, non avrà mai quella levigatezza che un uso sapiente di Photoshop sa donare. Ciò non toglie la bellezza intrinseca di quanto ritratto.
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mercoledì, ottobre 05, 2005


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Postato da: superqueen alle 19:18| | p.link

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