




![]() |
|
|
Ultimi commenti SQ's Blackboard
Videos on My Mind
'So What' - Pink
In My iPod Last Time at the Cinema Bed-Time Stories
Alice's Portrait What Happens in My Closet This Month 'Vogue Italia' Says... Blogs I Read
Abastor Daily
Archivio
--- 2009 --- --- 2008 --- --- 2007 --- --- 2006 --- --- 2005 --- --- 2004 --- --- 2003 --- Categorie about b Bottoni Feeds Counter Opinions & Ideas
Credits Template by Daria |
Gwyneth Paltrow, l'attrice che ha vinto un Oscar a soli 26 anni, la donna che ha sposato Chris Martin dei 'Coldplay', la mamma della bionda Apple, la testimonial dei gioielli Damiani, è la protagonista assoluta di 'Gwyneth Takes Paris!', servizio fotografico di Mario Testino, completamente realizzato a Parigi e dintorni durante le sfilate d'alta moda dello scorso luglio. Il servizio, corredato da un lungo ed interessante articolo, apparirà sulle pagine del numero di ottobre di 'Vogue US'. La Paltrow - apparsa diverse altre volte su 'Vogue' e su 'W' - qui viene ritratta in ambientazioni particolari, circondata da un'atmosfera sospesa tra suggestioni fin de siécle, a cui si uniscono dettagli marcatamente rock, per un insieme moderno e decadente allo stesso tempo. La bellezza dell'attrice viene fuori con immediatezza e spontaneità: nessun make-up teatrale, come nessuna acconciatura elaborata, qui, ma solo e semplicemente i toni naturali dei suoi capelli e della pelle chiara, quasi una tela neutra su cui far risaltare abiti da mille e una notte.
![]() Gwyneth si specchia nel lussuoso bagno dell'Hotel Ritz, ma nella vasca occhieggiano una chitarra e uno skate-board coloratissimo, che entrano in forte contrasto, eppure fanno risaltare, l'abito indossato, un capo di Christian Dior Couture, tutto veli e sovrapposizione di tessuti diversi tra loro. Di nuovo lo skate-board (e il suo proprietario, un ragazzetto dai capelli mechati che sembra uscito da questo film), che sorvola il pavimento istoriato della 'Suite Imperiale' dell'hotel. Anche la deliziosa immagine di Gwyneth, impegnata in un salto, sembra echeggiare lo spirito 'easy' simboleggiato dal giovane skate-boarder. L'abito indossato nella seconda immagine - in raffinato bianco e nero - è realizzato in seta e chiffon e fa parte della collezione Armani Privè.
![]() Ancora l'Hotel Ritz, fa da sfondo a queste immagini: i suoi lussuosi mobili fanno da cornice ad abiti da sogno, come il primo, realizzato in seta color ghiaccio, con ampie maniche a volant e strascico posteriore, firmato Rochas. Un divanetto rosso in velluto accoglie una lussureggiante Gwyneth, con addosso questo abito di Christian Lacroix in seta lilla dall'ampia gonna arricciata, con ampia fascia nera in vita. Un artistico disordine contrasta con l'atmosfera rarefatta del Ritz, sottolineando un'idea bohemienne dell'alta moda, indossata con nonchalance in ogni momento del giorno.
![]() Ancora Chanel Couture per la Paltrow, appoggiata al balcone della suite, che si affaccia su Place Vendome: questo abito è realizzato in organza, mentre la giacchina coordinata è in tulle di seta ricamato con perline e piume. A destra, un bel primo piano dell'attrice, che indossa un cappello in rafia multicolore.
![]() Questa immagine invece è ambientata nel ristorante parigino 'Le Grand Véfour': tra vetrate, affreschi, uno skate-board e una tavola imbandita, Gwyneth indossa un abito da gran sera di Chanel, dalla particolarissima forma a palloncino, realizzato in taffetà di seta fucsia e decorato da piume di marabù, sia sulla scollatura, che sul fondo.
![]() Il completo di Jean Paul Gautier è composto da gonna ampia decorata da festoni di fiori e da una blusa a righe multicolori. Il completo della seconda immagine, invece, è firmato Valentino Couture: comprende un paio di ampi pantaloni in charmeuse di seta e da una casacca fiorata profilata in pelliccia. Queste immagini sono state scattate nel parco della Villa 'Domain de Wideville', poco distante da Versailles, dimora francese di Valentino Garavani e comunicano a pieno il senso dell'intero servizio: una rilassatezza moderna e giovane, che trova nell'ambiente naturale, così come in quello retrò e metropolitana di Parigi, la sua dimensione ideale.
Postato da: superqueen alle 13:17| | p.link
Non è un mistero che io sia fan di Christina Aguilera. Chi legge questo blog da un pò di tempo, sicuramente l'ha vista occhieggiare dall'header (fatalità, l'immagine di apertura attualmente a sinistra ritrae proprio la sua nuca). Non mi sono mai dilungata parlando di questa mia 'passione' perchè ho preferito non ammorbarvi con le vicende legata a quella che io considero 'the ultimate pop-star'. Vi chiederete quindi il motivo di questa interruzione del silenzio: ebbene, Christina sta per andare a nozze con il suo fidanzato storico, il discografico Jordan Bratman, e qui si è già in palpitante attesa dell'evento.
Le tappe salienti di questa 'corsa all'altare' sono stati sicuramente il brillocco da 20 carati (costo dell'anello: 54.000 dollari) che Christina ha sfoggiato alla festa di apertura del 'Cavalli Store' a Los Angeles e la festa di fidanzamento dei due, avvenuta a fine aprile in presenza delle rispettive famiglie. Christina si è presentata, nella seconda occasione, con un abito Versace dalla scollatura abissale che lasciava ben poco all'immaginazione; molti hanno criticato questa mise, considerata un po' troppo azzardata, ma Christina, ragazza moderna, non è certo il tipo che si lascia prendere dallo sconforto per così poco. Fermiamoci per un attimo a parlare del futuro sposo. Non è un adone, questo è evidente, ma la bellezza non è tutto (a me sono sempre piaciuti i bruttoni, per dire); quel che mi lascia perplessa è la sua sciatteria. Indizio numero uno: sei un discografico, vai ad un party e ti presenti con la maglietta della salute che fa capolino dalla camicia? Mettine una meno accollata, in caso. Indizio numero due: sei alla festa del tuo fidanzamento e ti presenti con la camicia FUORI dai pantaloni e per giunta senza cravatta al collo? Ok, ci sono uomini che non sopportano la cravatta (l'ingegnere è uno di questi), ma esistono delle vie di mezzo tra il completo da cerimonia e quello da scampagnata, sai? Non oso immaginare, a questo punto, come si presenterà al matrimonio (in ciabatte?): le scommesse sono aperte. Intanto le nozze si avvicinano e Christina, come gran parte delle spose, organizza un addio al nubilato: lei e le sue amiche sono volate in Messico, per un fine-settimana di mare, sole e party! Christina ha ceduto al subdolo fascino delle extensions, quindi eccola con una rinnovata chioma fluente, tanto di velo e coroncina (su cui c'è scritto 'Promessa Sposa') [1]; al collo porta un grande pendente con la lettera 'B', forse per abituarsi a quello che diventerà il suo cognome da signora. A proposito del matrimonio, stanno trapelando le prime indiscrezioni: non si conosce la data esatta, ma si sa che si svolgerà a Napa Valley, in California, che la festa nuziale andrà avanti per giorni (ogni giorno avrà un tema specifico) e che la sposina indosserà un abito disegnato per lei da Christian Lacroix [2]. Che altro dire? In attesa di parlare di quanto si vedrà in quell'occasione, mi sento di rivolgere alla mia beniamina una richiesta: cara, nel caso in cui volessi diventare mamma, spero non ti voterai al 'trash' come la tua illustre collega. Il mio cuore potrebbe non reggere. [1] Christina è stata sposa sui generis anche sul palco, in occasione della celeberrima esibizione - con Madonna e Britney Spears - all'Mtv Music Awards 2003. [2] Christina ha assistito alla sfilata di Lacroix lo scorso luglio, anche per scegliere l'abito da sposa.
Postato da: superqueen alle 18:40| | p.link
L'unica cosa che mi rilassa davvero, in questo periodo fatto di ore in macchina, di lezioni, di esami orali per recupero debiti e ben poco tempo per me, è scrivere di fotografia di moda. Il motivo è semplice: alcune immagini - mi riferisco soprattutto ai fotografi dell'ultima generazione [1] - evocano dei microcosmi lontani nello spazio, fermano degli attimi di immobile perfezione, rimandano a spunti culturali così chiari ed affascinanti, che è impossibile non rimanerne colpiti. Perdendomi in queste piccole storie patinate, dimentico per un attimo che stasera devo prepararmi per le lezioni di domani (introduzione alla letteratura di terza liceo e qualche poesia di Wordsworth), un occhio al libro e uno a 'Desperate Housewives'. Il servizio fotografico che più mi ha colpito in questi giorni è 'Inside Out', che apparirà sul numero di Ottobre del mensile americano 'W'. Gli artefici di queste immagini sono Mert Alas e Marcus Piggott, che i lettori di questo blog conoscono da tempo e che saranno i realizzatori del Calendario Pirelli 2006; protagonista assoluta è Karen Elson, di cui abbiamo recentemente parlato come musa di Stefano Pilati, ma anche assurta alle cronache per essere apparsa in un recente video dei White Stripes e per essere diventata moglie del front-man del suddetto duo. La rossa Karen viene ritratta come una 'working-class girl' (stereotipo interpretato alla maniera di 'W', naturalmente), in un'atmosfera che richiama per molti versi gli anni '60 e la cultura dell'epoca, sia in interni (spogli ma illuminati in maniera calda ed avvolgente) e in esterni, nella fattispecie qui.
Alas e Piggott, a differenza di altri colleghi, non sono soliti inserire le immagini in una 'cornice narrativa': ognuna, pur facendo parte di un'unità, conserva spesso un'indipendenza dalle altre, il che spesso rende l'intero servizio un po' frammentario. La luce, livida eppure calda, avvolge il soggetto come un abito, mentre i giochi di ombre e di 'infrastrutture' (una porta a vetri, un pilastrino) rendono ancora più affascinante un corpo in parte nudo.
Un'illuminazione ancora più calda e intima viene usata nelle immagini scattate in una sobria camera da letto: pochi gli oggetti in scena - un letto dall'alta testiera, una lampada da tavolo, un comodino su cui sono appoggiati una spazzola e dei libri - che attorniano come muti spettatori la modella, adagiata sul letto con addosso uno scenografico abito completamente ricamato di Dolce & Gabbana. Solo i dettagli - le calze morbide sulla gamba, i capelli leggermente scompigliati - ci riportano alla realtà della 'working-class girl', un'eco lontano che continua a rimanere sullo sfondo.
La luce abbacinante del giorno e uno splendido cielo blu sono lo scenario ideale per queste immagini en plein air, scattate a Coney Island [2] (di cui vediamo non solo la spiaggia ma anche uno dei caratteristici amusement parks): lo spirito della classe operaia non traspare ancora completamente, ma occhieggia in maniera più decisa. Ambientare delle immagini destinate ad un giornale patinato in un luogo di divertimento delle classi più popolari della città di New York conduce immediatamente ad una serie di riferimenti e ad una certa iconografia (per ultima, quella del burlesque) che hanno poco a che vedere con il lusso e la raffinatezza, ma che attraversano le immagini come una corrente sotterranea, che c'è ma non si vede. [1] E' ormai nota la mia passione per Helmut Newton, probabilmente l'unico della 'vecchia guardia', assieme a pochi altri (mi vengono in mente Irving Penn, Sarah Moon, Deborah Tuberville e Richard Avedon), che ha trattato la moda come un accessorio, incentrando le proprie immagini sulle modelle, sugli scenari in cui queste venivano inserite e su un immaginario personale e tutto particolare. A proposito di Newton: sabato scorso sono riuscita a trovare a soli 29 euro un altro volume di sue foto (in questo caso, solo foto di moda), che va a rimpinguare la mia collezione.
Postato da: superqueen alle 18:39| | p.link
Ambientazione parigina per la nuova campagna-stampa a/i 2005/2006 della maison Yves Saint Laurent: realizzata da Juergen Teller (che già aveva scattato le immagini della precente campagna-stampa con Karen Elson), si dipana attraverso una serie di immagini molto originali, in linea con lo stile 'impressionistico' e senza compromessi dell'artista tedesco. Protagonista è stavolta Daria Werbowy, volto del profumo Prada, nonchè ultima incarnazione dello spirito Chanel, ritratta in un'ambientazione inconfondibile - praticamente sotto una Tour Eiffel illuminata a giorno - che riporta in auge quell'immaginario prettamente parigino che tante volte aveva caratterizzato le campagne-stampa di questo marchio. Nessuna concessione agli stereotipi collegati al simbolo di Parigi, bensì l'ennesima dimostrazione di uno spirito moderno, interessato più all'immediatezza del messaggio visivo che non alla sua perfezione: le immagini sono spesso mosse, sfocate a volte, sempre letteralmente invase dalle luci gialle che la Torre sembra emanare, luci che si sovrappongono addirittura alla modella, quasi a volerla estromettere dal centro della scena.
![]() Protagonista non è soltanto Daria, nè la Torre che esplode di luce, ma anche gli abiti, che riportano alla funzione primaria di queste immagini, ossia la vendita di capi di vestiario. La collezione di riferimento è questa, da cui sono stati scelti alcuni pezzi particolarmente rappresentativi, come la gonna a pannelli in cachemire, chiusa davanti da una fila di bottoni, o la borsa 'Bow', decorata da un grande fiocco in pelle. ![]() Stefano Pilati, direttore artistico di Yves Saint Laurent, succeduto a Tom Ford, ha dichiarato che gli abiti ecclesiastici sono stati una delle principali fonti di ispirazione per questa collezione: l'abito bianco in mussola di seta, indossato con un paio di platform sandals in velluto grigio, ad esempio, è riccamente drappeggiato come le sottovesti degli abiti talari. Gran parte della collezione segue questo filone, ma Pilati non ha mancato di rendere omaggio alla straordinaria eredità stilistica lasciata dal fondatore della maison: ecco quindi una rilettura dello smoking, realizzato in grain de poudre, reso ancora più smilzo di quanto non lo avesse già ridisegnato Yves Saint Laurent (qui il suo 'smoking femminile' in una celeberrima foto da Helmut Newton). La giacca, spesso indossata a pelle nella versione originale, stavolta è indossata sopra una camicetta dal collo montante con ruches, chiusa da una fila di bottoncini neri. ![]() Nell'immagine a sinistra, un completo giacca e gonna in seta e lana bouclè color cioccolato è portato assieme all'ultima, preziosa versione della borsa 'Mombasa', realizzata in pelle profilata di visone, con il manico in corno di cervo. L'ultimo abito ritratto, invece, è un classico abito bustier in bianco e nero, realizzato in cachemire; torna il tema dei pannelli che si sovrappongono, che - in questo caso - vengono lasciati non cuciti l'uno all'altro, ondeggianti, specie ai lati del corpetto. La posa assunta da Daria in questa immagine è un chiaro omaggio alla fotografia di moda anni '50, quando gli scenari grandiosi e gli abiti scenografici erano la regola. Concludiamo la presentazione di questa campagna-stampa con un'ultima immagine: anch'essa realizzata da Teller, vede insieme il fascinoso Stefano Pilati e la sua musa, la rossa Karen Elson, ritratta in atteggiamento adorante, con addosso il capo che il designer reputa il più sexy della passata stagione: un abito-grembiule, grafico, ingenuo e - forse per questo - seducente. ![]()
Postato da: superqueen alle 17:46| | p.link
Bene: eccomi a raccontare un'altra giornata di scuola. L'ingresso in classe è andato molto bene: io, provenendo dall'insegnamento alla scuola media, ero abituata a comportarmi come un domatore con gli alunni, per calmare gli animi e farmi ascoltare, ora quindi mi sembra impossibile poter fare lezione per un'ora, senza interruzioni, senza urli, senza castighi, una favola. Anche il livello di conoscenza della lingua mi ha lasciata stupefatta: dal punto di vista della produzione orale, sono tutti molto preparati, abbiamo conversato (in terza e in quarta) amabilmente in inglese, un'altra favola. Vi dico solo due cose che ho in mente di proporre nelle le prossime lezioni: far ascoltare 'Wuthering Heights' di Kate Bush alla terza (durante le vacanze estive hanno letto il romanzo della Bronte, quindi mi sembra doveroso questo riferimento 'pop' [1]) e 'Rime of the Ancient Mariner' degli Iron Maiden alla quinta (rilettura in chiave rock della ballad di S. T. Coleridge, di cui - spero - avrò modo di parlare: inserito in questo album, è un brano molto lungo - dura 13 minuti - che ripercorre con fedeltà la parabola di morte e dannazione perfettamente ritratta dal poeta inglese). Nonostante frequentino un liceo, dove gli stimoli culturali non dovrebbero mancare, i miei alunni non sono abituati a questi collegamenti tra le arti; mi dispiace di insegnare loro solo un mese, perchè sono sicura ci sarebbero molti percorsi intertestuali interessanti da proporre.
Infine, per non farvi mancare la dose quotidiana di glamour, leggete qui i dettagli del grande evento con cui si sono concluse le sfilate a New York: 'Fashion for Relief' è stato organizzato e voluto da Naomi Campbell per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dall'uragano Katrina. Naomi ha chiamato a raccolta modelle d'altri tempi - dalla rediviva ma sempre splendida Veronica Webb alla bianco-crinita Carmen Dell'Orefice, passando per una pompatissima Janice Dickinson e per Pat Cleveland - ma ha richiesto anche la presenza di Kelly Osbourne (in versione 'Goth Victorian' mi fa un po' paura), delle biondissime Theodora e Alexandra Richards, della socialite Lydia Hearst (degna compagna delle sorelle Hilton), di Beyoncè (sempre più boccolosa), di Nicole Richie (oddio, guardate le sue gambette, vi prego). [1] Sono sicura che lui approverebbe.
Postato da: superqueen alle 17:13| | p.link
A parte l'agitazione, le due ore di macchina, l'impatto con una scuola enorme e il fatto che insegnerò in un'intera sezione (sì, avete capito bene: dalla prima alla quinta, indirizzo informatico), oggi è andata bene. Purtroppo il battesimo del fuoco avverrà domani, quando entrerò effettivamente in classe: oggi, infatti, ho conosciuto velocemente solo gli alunni di seconda, sono stata con loro giusto una ventina di minuti, in attesa che arrivasse un collega che avrebbe sostituito per oggi la lezione di inglese (non era sicuro che la mia supplenza iniziasse oggi e si erano già organizzati con un orario diverso). Dopo un anno scolastico trascorso parlando in italiano (alle medie c'era poco altro da fare), ora finalmente si inizia a ragionare e posso parlare in inglese senza vedermi davanti facce sconvolte, il che è molto positivo.
Per il mio esordio, ho scelto un look piuttosto informale - jeans ampi e alquanto used, camicia nera con maniche lunghe, orecchini etnici (quelli del post sotto) e sabot neri con kitten heels, giusto per non sconvolgere personale docente e non docente con qualcosa di troppo azzardato. Nei prossimi giorni, vedrò di escogitare qualche mise bizzarra ma non troppo... Concludo con la (mia) frase del giorno: 'I've just seen some Metallica t-shirts down there'. Lo 'spirito del metallo' - ne ho la conferma ufficiale, dopo qualche avvisaglia - si è insinuato anche nelle nuove generazioni. Scommetto che presto verranno fuori le magliette degli Iron Maiden. Un'ultima cosa: segnalo agli amanti del gossip e della maison Versace (io semper fidelis negli anni) un reportage fotografico in occasione della riapertura dello store monomarca a Londra. Da segnalare: la pietosa maschera di pelle marrone meglio nota come Donatella Versace (se decidete di seguire il link, allontanate bambini e cardiopatici dallo schermo, per carità), il polpaccio assassino di Mariah Carey, Jade Jagger e la figlia Assisi (un nome, un perchè: parliamone), l'arancio sempre più fosforescente delle chiome di Vivienne Westwood, Francesca Versace che tenta di fare la simpatica con Manolo Blahnik, il bustier di pizzo indossato da Brittany Murphy, una immarcescibile Joan Collins e le scarpe dorate di Sophie Ellis Bextor.
Postato da: superqueen alle 17:31| | p.link
Dopo un fine-settimana di patemi ed attese, ecco oggi la notizia agognata: domani inizierò ad insegnare in un liceo scientifico di Vicenza. La supplenza è per una cattedra piena di diciotto ore e dovrebbe durare 20/25 giorni. Io onestamente speravo nell'altra opzione (sei ore settimanali fino alla fine dell'anno scolastico), ma la persona prima di me in graduatoria ne ha giustamente approfittato, lasciandomi le bricioline. Lo dico onestamente: sono stata tentata di declinare la proposta, un po' per la distanza, un po' perchè se mi dovessero arrivare altre proposte dovrei rinunciare [1], un po' perchè mi spaventa l'impatto con una scuola così grande e famosa (nel circondario lo è senz'altro). Non so ancora quante e quali classi avrò, non conosco l'orario, so solo che mi dovrò fare un viaggetto di un paio d'ore al giorno! Tutto questo preambolo, in definitiva, per farvi sapere che non potrò essere presente come di consueto; cercherò di leggere la posta e i commenti qui e dall'altra parte, perdonatemi però se non riuscirò a postare di frequente. Vi prometto, ad ogni modo, di scrivere qualcosina almeno nel fine-settimana, anche per farvi sapere come va.
[1] La regola infatti dice che, se una persona è impegnata, anche per poco tempo, in una supplenza ad orario pieno, non può abbandonare il posto, se non per prendere una supplenza fino a fine anno scolastico. Nel mio caso, se in questi 20/25 giorni dovesse arrivarmi un'altra proposta (che ne so, sei mesi) dovrei rinunciare. Se però non avessi colto l'occasione e non mi arrivasse nessun'altra proposta, sarebbe ancora peggio...Vabbè, non ci penso altrimenti mi deprimo :(
Postato da: superqueen alle 14:05| | p.link
Dopo un lungo periodo di silenzio, ecco una nuova puntata del reality show di questo blog, una nuova 'sigla' e qualche novità. Stavolta la puntata si apre con un brevissimo preambolo, che servirà a capire meglio alcune cose relative alla sottoscritta; spulciando i post del mese scorso, mi sono imbattuta in questo commento:
Mi sono astenuta dal farlo finora...ma mi infastidisce il tuo modo di raccontare le cose...ti sei creata il personaggio della fashion victim ma credimi non c sei proprio...il tuo cattivo gusto è palese,ma dove le prendi quelle cianfrusaglie da mercatino e poi hai un ego smisurato...datti una calmata ,risulti pesante...e poi dai non nominare il nome di Carrie invano...ti prego lei è un 'icona di stile...tu?beh lasciamo stare. Premettendo che finalmente ho anch'io un commentatore anonimo - alcuni dicono che averne almeno uno, sul proprio blog, è punto di vanto - che conosce perfettamente l'uso dei puntini di sospensione per tenere viva l'attenzione sul contenuto del messaggio veicolato (cosa che a me, onestamente, non riesce sempre bene), il commento in questione mi ha sbattuto in faccia delle verità incontrovertibili, che dimostrano come la commentatrice avesse capito tutto quello che io, vanamente, ho tentato di nascondere a me stessa e agli altri. Ebbene sì: vesto come una pezzente e il mio cattivo gusto è palese. Se guardate come sono uscita di casa ieri sera, capirete come tutto questo sia assolutamente vero. Per favore, confermatemi quel che già penso: non sembro scesa dall'ultimissima passerella di Christian Dior? Non sono l'esempio vivente e palese di quel che una 'fashion victim' de noantri può combinare con le 'quattro pezze' da mercato che si ritrova nell'armadio? Direi che ci siamo praticamente con tutto: revival anni '80? Eccolo nei leggings neri! Street style? Eccolo nelle Converse All Stars mezze distrutte! Boho style? Eccolo, a piene mani: gonna a balze! Camicetta con nastri ai polsi! Cosa vedo, poi? Addirittura un poncho, il capo che si è visto in tutti i defilè invernali! Sono basita: lei aveva capito tutto ed io, accecata dal mio ego smisurato, non mi ero accorta di nulla. E voi, lettori, parliamo di voi! Perchè nessuno ha mai tentato di aprirmi gli occhi? Perchè nessuno mi ha mai detto a chiare lettere 'sei ridicola', o meglio 'vesti da bestia'? Se non fosse stato per lei, sarei ancora qui, ad illudermi delle mie misere capacità stilistiche e comunicative. Grazie, anonima commentatrice: grazie a te, ora, sono una persona migliore, perchè consapevole del mio vero essere. Chi, non atterrito da tanto 'pezzentume', volesse avere qualche dettaglio sulla mia mise, dia un'occhiata alle immagini qui sotto.
Non posso dare dettagli su queste cianfrusaglie, perchè le ho trovate giusto la settimana scorsa, in un angolo di strada, come sono solita fare; non saprei inoltre descriverle meglio, altrimenti risulterei più pesante di quanto non sia già. Portate pazienza per questa puntata, cari lettori: ora sono una donna nuova, ma ho bisogno di un po' di tempo per disfarmi del mio armadio a undici ante, rifornirlo di quanto una vera 'fashion victim' necessita ed affrontare così il mondo.
Postato da: superqueen alle 18:59| | p.link
Questa settimana l'ingegnere è andato a Venezia per lavoro e ne ho approfittato per farmi comprare il numero di settembre di 'Vogue US'. Il motivo lo capirete guardando la copertina: a parte le 800 pagine dedicate alla moda invernale (sono molte di meno, naturalmente, tenendo conto che il 60% della rivista è occupato dalla pubblicità), c'è uno speciale su Sarah Jessica Parker e sulla sua vita dopo 'Sex and the City'. Il servizio fotografico che correda l'intervista è stato realizzato da Annie Leibovitz ed ambientato all'Hotel Plaza di New York, attualmente chiuso per riconversione (dalla struttura originale verrà ricavato un albergo più piccolo ed alcuni appartamenti di lusso). La scelta della location non è casuale: il Plaza è uno dei simboli di New York (Sophia Kinsella vi ha ambientato parte di un suo romanzo e Kay Thompson le avventure di Eloise), così come lo è diventata l'attrice, interprete di uno dei serial di maggior successo (gli appassionati sanno che proprio il Plaza fa da sfondo alla prima rottura tra Carrie e Mr Big).
![]() Il fascino decadente di un albergo ormai inabitato ed in disuso fa da sfondo a queste immagini, che conservano un'allure senza tempo, anche grazie agli abiti scelti dalla fashion editor Camilla Nickerson: niente di particolarmente eccentrico o all'ultima moda, ma capi dalle linee pulite, eleganti, che rievocano lo stile del passato. Qui Sarah Jessica indossa una completo giacca-pantaloni nero di Yves Saint Laurent, con una blusa di cachemire e un paio di peep-toe shoes di Christian Louboutin.
![]() Qui l'attrice posa nella 'Grand Ballroom' dell'albergo newyorchese in compagnia di un altro illustre simbolo della città, il crooner Tony Bennett. Questo salone è certamente circondato da un'aura magica: qui si è svolto il celebre 'Black and White Ball', organizzato da Truman Capote nel 1966, ma qui si è anche tenuta la festa per il 40° compleanno della stessa Parker, ultimo evento mondano prima della chiusura definitiva dell'hotel.
Sarah Jessica indossa una giacca in lana con colletto in velluto e una gonna in lana ed organza di Louis Vuitton, con un paio di scarpe chiuse con tacco a stiletto, sempre Vuitton. ![]() Un suggestivo affresco con scene di viaggio fa da sfondo a questa immagine, dove Sarah Jessica indossa un sontuoso abito in broccato, con corsetto e strascico, di Oscar de la Renta, assieme a bracciali di Fred Leighton e ad una collana antica di Roxanne Assouline.
![]() Una romantica fuga attraverso i corridoi deserti dell'albergo per questa immagine tutta incentrata sulla gonna scarlatta in seta moirèe di Carolina Herrera, indossata con una semplice camicia bianca.
Nella lunga intervista, l'attrice non parla solo del lungo processo che ha portato alla realizzazione della sua fragranza 'Lovely', ma anche di come il suo stile sul tappeto rosso si sia evoluto nel corso degli anni. Vengono ricordati diversi look e io mi sono divertita a recuperarne le immagini.
![]() 1986: alla prima di 'At Close Range' (a cui prendono parte anche Sean Penn e Madonna), Sarah Jessica indossa una giacca di pelle nera di Comme des Garçons, capo di punta di un look che lei definisce 'punky vintage'.
1987: ad una festa di raccolta fondi contro l'Aids, a cui partecipa con Kevin Bacon, Sarah Jessica indossa un abito anni '40 in chiffon, acquistato ad 1.99 dollari in un negozio dell'usato. 1987: alla premiere di 'Slam Dance', il look si fa più costruito. L'attrice indossa un paio di jodpurs, un top di Azzedine Alaia, giacca e ballerine nere e una borsa portata a bandoliera. ![]() 1991: alla prima di 'For the Boys', l'attrice si presenta con un look creato da lei stessa. La giacca Versace le viene prestata, mentre i pantaloni palazzo rossi e il reggiseno dorato vengono acquistati da Lord & Taylor a New York.
1996: in compagnia del marito Matthew Broderick, alla prima di 'The Cable Guy', si iniziano a vedere i primi segni di un vero cambiamento. Il completo giacca e pantaloni bianco e nero è semplicissimo ma raffinato allo stesso tempo, esattamente come il suo stile futuro. ![]() 2000: alla prima di 'State and Main', Sarah Jessica indossa un abito di Prada, semplice ma d'effetto.
2003: inizia il sodalizio con Oscar de la Renta, che realizza per lei questo abito in pizzo, dall'ampia gonna a ruota, segnato in vita da un nastro e da una gardenia. 2004: probabilmente il più importante 'fashion moment' dell'attrice. Ancora Oscar de la Renta è l'artefice di questo stupefacente abito in taffetà color smeraldo, indossato in occasione della raccolta fondi per l'American Ballet Theatre. L'eleganza non si può comprare (e Sarah Jessica non ne ha proprio bisogno), ma raffinare il proprio look, concentrandosi sui propri punti di forza e mettendoli in risalto, è un'arte che migliora decisamente con il passare del tempo.
Postato da: superqueen alle 11:53| | p.link
Dopo esserci sorbiti una generazione di inutili 'figli rock', ecco quella che potrebbe essere la vera sorpresa dei prossimi anni (insieme a lei, naturalmente): Frances Bean Cobain, un cognome che pesa come un macigno. Figlia di Courtney Love e di Kurt Cobain (che si faceva fotografare con la figlia neonata indicandola come 'dirt grrrl'), ha rilasciato la sua prima intervista al mensile 'Teen Vogue' (numero di Ottobre). A tredici anni ha già passato di tutto - la morte del padre ma soprattutto le bizze della madre, attualmente implicata in tre cause giudiziarie riguardanti l'uso di droghe e una violenza compiuta contro una donna in un bar; nell'articolo che completa il servizio fotografico, però, parla di altro, soprattutto del suo stile. Si definisce una ragazzina femminile, che non ama essere trasandata ma anche anzi tiene al proprio aspetto: dichiara una passione per i jeans True Religion, per gli abiti di Marc Jacobs, Betsey Johnson ed Intuition, per le borse e gli accessori firmati Coach e per lo shopping, naturalmente. Ormai non è raro vederla ad eventi mondani, ai quali preferisce indossare abiti romantici, spesso decorati da inserti di pizzo; d'altronde, le sue muse ispiratrici in fatto di stile sono Nicole Kidman e Renèe Zellweger, simboli di un glamour dal sapore antico. Frances dice la sua anche sull'aspetto della madre: le piace il look da 'classy starlet' sfoggiato agli Oscar 1997 [1], ma non sopporta quando non si pettina i capelli o quando indossa capi troppo 'hard-medal' (attualmente mi sembra succeda abbastanza spesso).
![]() Nella foto qui sopra, Frances indossa un twin set a righe di Paul Smith e una serie di collane di perle vintage.
Nell'intervista parla del 'grunge' come di un'era ormai passata; sono d'accordo, ma quella coroncina, appoggiata sui capelli con nonchalance, smentisce le sue parole. 'Live Through This' è il primo disco delle Hole io abbia mai comprato: mi ha segnata profondamente ed accompagnata in una fase fondamentale della mia vita. Io, che negli anni '90 ero nella mia ventina, come faccio a non collegare la parola 'coroncina di strass' alla copertina del disco in questione? Dai, Frances: il grunge sarà anche morto, ma il suo spirito rimane vivo e vegeto, e tu ne sei la prova vivente. Nell'intervista infatti viene descritto il look con cui Frances si presenta al servizio fotografico: lunga maglietta stinta dei Rolling Stones e un pendente a forma di ala d'angelo al collo (regalo di Courtney), il che mi sembra abbastanza sintomatico di come il rock coincida con uno stile senza tempo. Questioni stilistiche a parte, quel che è certo è l'attitudine verso il mondo dello spettacolo: ha già recitato nel musical 'Grease' nella parte di Rizzo ed attualmente si sta preparando per le audizioni di quest'altro musical. ![]() Qui indossa una blusa di Rebecca Taylor, una gonna a tubo nera di Stella Mc Cartney, cintura alta di Yves Saint Laurent e Mary Janes di vernice di Kate Spade (altro segno stilistico proveniente dalla mamma).
Le foto sono state realizzate da Herb Ritts. L'intera intervista si può leggere qui. [1] Il 1997 è un anno d'oro per Courtney Love: appare addirittura sulla copertina di 'Harper's Bazaar', simbolo delle donne più eleganti d'America.
Postato da: superqueen alle 10:07| | p.link
|
Template by Daria - powered by Splinder